Horecanews.it https://www.horecanews.it Notizie Horeca - Il portale del canale Horeca con aggiornamenti quotidiani su temi come ospitalità, ristorazione, food & beverage, catering e articoli quotidiani sul mondo dell'alimentazione, dei consumi fuoricasa, del FoodService e tutte le novità del comparto Horeca. Fri, 13 Dec 2019 13:27:02 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.1 /wp-content/uploads/2018/02/cropped-Icona-seo-social-512-2-32x32.png Horecanews.it https://www.horecanews.it 32 32 HorecaTv.it. Intervista a Host 2019 con Carlo Broglia di Zucchetti Horeca srl /horecatv-it-intervista-a-host-2019-con-carlo-broglia-di-zucchetti-horeca-srl/ /horecatv-it-intervista-a-host-2019-con-carlo-broglia-di-zucchetti-horeca-srl/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:41:18 +0000 /?p=48384 Ad Host 2019 Fabio Russo ha intervistato per HorecaTv.it Carlo Broglia Responsabile Business Unit di Zucchetti Horeca, azienda specializzata nella fornitura di soluzioni gestionali e servizi IT per hotel, ristoranti, e mondo wellness. Per questa edizione di Host, Zucchetti ha puntato i riflettori soprattutto sui chioschi per i pagamenti – tra cui il nuovo Zkiosk […]

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]]> Ad Host 2019 Fabio Russo ha intervistato per HorecaTv.it Carlo Broglia Responsabile Business Unit di Zucchetti Horeca, azienda specializzata nella fornitura di soluzioni gestionali e servizi IT per hotel, ristoranti, e mondo wellness.

Per questa edizione di Host, Zucchetti ha puntato i riflettori soprattutto sui chioschi per i pagamenti – tra cui il nuovo Zkiosk – una tecnologia multimediale e interattiva che coinvolge il cliente e che grazie al touchscreen semplifica la gestione del ristorante, azzera i costi di presa di comanda e aumenta il valore dello scontrino medio.
Inoltre l’azienda ha presentato diverse app utili per la gestione del locale e del punto cassa e, grazie alla partnership con Nexi (azienda leader nei pagamenti digitali), una soluzione che semplifica la chiusura del tavolo e il pagamento del conto.

Clicca qui e segui l’intervista a Carlo Broglia

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Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi ha diffuso un comunicato tornando sulla questione degli esercizi di vicinato e sulla questione del servizio assistito al tavolo, argomento preso in considerazione dal Consiglio di Stato.

Il Consiglio di Stato continua a delineare come elemento distintivo dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande, rispetto alla vendita con consumo immediato svolta dagli esercizi di vicinato e dai laboratori artigianali, unicamente il servizio assistito al tavolo. 
Quel che più preoccupa è che, con la recente sentenza n. 8011/2019, neppure l’assenza della bilancia e, conseguentemente, dell’indicazione dei prezzi di vendita per unità di misura (che caratterizza l’attività dei laboratori artigianali e degli esercizi di vicinato alimentare) sono stati ritenuti indici dell’esercizio abusivo dell’attività di somministrazione.

Vale la pena sottolineare che è il Codice del Consumo, all’art. 14, a prescrivere l’obbligo di indicazione del prezzo per unità di misura per gli esercizi commerciali (ivi compresi i laboratori artigianali e gli esercizi di vicinato alimentare), escludendo espressamente tra i destinatari solo gli esercizi che effettuano l’attività di somministrazione “tradizionale”, come bar e ristoranti.
È bene sottolineare che detta sentenza si pone in contrasto con numerose pronunce del Tar del Lazio, che ha sempre evidenziato, ragionevolmente, che la presenza o assenza dei camerieri che effettuino servizio al tavolo non esaurisce le caratteristiche e gli elementi che differenziano le diverse tipologie di attività, dovendosi, più genericamente, far riferimento all’assetto organizzativo dell’impresa (dovendo quindi prendere in considerazione anche gli arredi, le modalità di presentazione e offerta dei prodotti, oltreché il servizio al tavolo).
Si assiste dunque a un aperto contrasto tra chi – il Consiglio di Stato – continua inspiegabilmente ad allargare le maglie del consumo immediato, e chi – il Tar Lazio – avallando e valorizzando l’orientamento più volte espresso dal Ministero dello Sviluppo Economico, è più attento a ricordare che il consumo immediato svolto da esercizi di vicinato e artigiani alimentari rappresenta una mera modalità di fruizione di prodotti alimentari, necessariamente accessoria rispetto all’attività di vendita d’asporto o di laboratorio, che deve permanere prevalente rispetto al consumo in loco.”

Clicca qui per leggere la Sentenza del T.A.R. 11516_2018 sul temLazio sul tema del consumo sul posto

Clicca qui per leggere la Sentenza del Consiglio di Stato 08011_2019 sul tema del consumo sul posto

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Nasce Progetto Fornoitalia, il primo gruppo italiano del bakery e pasticceria surgelati /nasce-progetto-fornoitalia-il-primo-gruppo-italiano-del-bakery-e-pasticceria-surgelati/ /nasce-progetto-fornoitalia-il-primo-gruppo-italiano-del-bakery-e-pasticceria-surgelati/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:39:48 +0000 /?p=48288 È stata annunciata la nascita di Progetto Fornoitalia, il nuovo gruppo che nasce con l’obiettivo di mettere insieme le eccellenze italiane del surgelato nei segmenti bakery dolce, bakery salato, snack pizza e pasticceria. L’obiettivo è mettere l’arte del saper fare bene sotto un unico grande gruppo produttivo e distributivo moderno. In Progetto Fornoitalia confluiscono aziende […]

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È stata annunciata la nascita di Progetto Fornoitalia, il nuovo gruppo che nasce con l’obiettivo di mettere insieme le eccellenze italiane del surgelato nei segmenti bakery dolce, bakery salato, snack pizza e pasticceria. L’obiettivo è mettere l’arte del saper fare bene sotto un unico grande gruppo produttivo e distributivo moderno.
In Progetto Fornoitalia confluiscono aziende e marchi di grande tradizione, che hanno creato il mercato in Italia nel loro settore di competenza, grazie ad una forte specializzazione produttiva, alla costante ricerca della qualità, a rapporti consolidati con i clienti.
Un “pacchetto” a disposizione dei partner distributivi food service e GDO con una gamma molto ampia di prodott che conta oltre 2.000 referenze.

Progetto Fornoitalia riunisce al momento quattro aziende:
Lizzi, premiato laboratorio di pasticceria in Milano,
La Donatella, arte pasticcera nella magica Venezia,
Forno della Rotonda, maestri nell’arte bianca contemporanea,
Spar, il pane a lenta lievitazione, dal cuore del Roero.

Queste eccellenze del Made in Italy d’ora in poi godranno di un’unica regia a livello strategico, produttivo e commerciale. Così i buyer dei partner distributivi avranno a disposizione nel mondo surgelato una vasta gamma di prodotti da un unico fornitore, consegna e fatturazione unica.

Lizzi ad esempio, specializzata nella croissanteria a lenta lievitazione – il processo dura 36 ore, l’impasto riposa per 24 – con metodo artigianale, è un pezzo di storia della pasticceria, molto conosciuta per la sua gamma di viennoiserie, krapfen, sfoglie, zeppole, salatini e per una linea vegana. Lizzi integra perfettamente l’offerta di La Donatella, il cui focus è la pasticceria di alta qualità, dalle torte da forno a quelle alla crema, fino alle monoporzioni.


Poi ci sono Spar e Forno della Rotonda che operano nel mondo della panificazione. Nessuna sovrapposizione ma l’esempio di una visione sinergica. Forno della Rotonda copre una fascia di qualità e servizio ottimi, per un utente che ha necessità di approvvigionarsi con rapidità. Nasce con l’idea di un pane di facile consumo, la baguette e la ciabatta, ma costantemente buono. Ciò significa che si può sempre contare su un prodotto fresco, che può essere cotto nel punto vendita man mano che ve n’è la necessità. Questo mette al riparo dalle quotidiane fluttuazioni della domanda, eliminando il duplice rischio d’invenduto o rottura di stock.
Spar lavora come il panettiere di una volta. Prepara la biga che lievita per 16 ore, poi la mescola con l’impasto e lascia altre quattro ore a lievitare, è infatti un’azienda che mantiene un’artigianalità molto forte, con prodotti premium realizzati anche con farine particolari e con chicche come i grissini, per i quali è specializzata, avendo sede nel Roero.

“Fornoitalia è un progetto nato da poco, ma già ben sviluppato. Il gruppo ci sta lavorando da un paio di anni, le quattro aziende apportano una tradizione e competenza molto forti, sono già perfettamente integrate, sia a livello produttivo che commerciale. Potremo contare su un sistema operativo molto efficiente e a breve su un hub logistico in Lombardia che gestirà l’intera gamma dei prodotti e dei marchi, forte anche delle 20 linee di produzione del gruppo” ha dichiarato Alessandro AngelonCEO Lizzi – progetto Fornoitalia.
Ma questo è solo l’inizio: Progetto Fornoitalia è in piena evoluzione, nel 2020 si prevede l’ingresso di nuove aziende nel gruppo con una “regia unica” che permetterà di sviluppare nuove idee e nuovi prodotti in sinergia per rispondere al meglio alle necessità dei partner distributivi per la massima soddisfazione dei consumatori.

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Gruppo Camst nuova apertura in Spagna per Tavolamica /gruppo-camst-nuova-apertura-in-spagna-per-tavolamica/ /gruppo-camst-nuova-apertura-in-spagna-per-tavolamica/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:38:03 +0000 /?p=48313 Si trova a Barcellona il primo ristorante self-service Tavolamica che il Gruppo Camst ha aperto all’estero. La società, presente in Spagna dal 2017 con Arcasa e dal 2018 con Comer Bien, ha inaugurato il nuovo locale per la pausa pranzo, frutto di un investimento di 650.000 euro. La nuova Tavolamica occupa oltre 800 metri quadri […]

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Si trova a Barcellona il primo ristorante self-service Tavolamica che il Gruppo Camst ha aperto all’estero. La società, presente in Spagna dal 2017 con Arcasa e dal 2018 con Comer Bien, ha inaugurato il nuovo locale per la pausa pranzo, frutto di un investimento di 650.000 euro.

La nuova Tavolamica occupa oltre 800 metri quadri di superfice, con un dehor in aggiunta, e si affaccia su un’area pedonale di grande passaggio nella zona di Plaza de Europa, che si sta affermando come centro economico di Barcellona ed è caratterizzata dalla presenza di molti uffici in un contesto internazionale. Il locale, che non è solo self-service ma anche pizzeria, caffetteria e snack bar, conta 150 posti a sedere e uno staff di 12 persone. Con un grande lavoro di squadra, i cuochi e lo staff di Camst e Arcasa hanno formato il nuovo team locale, che serve un menu composto da un equilibrato mix fra cucina locale e piatti italiani.

Tavolamica
Tavolamica, presente in Italia principalmente nelle aree industriali ed artigianali del Centro Nord Italia, è il format di Camst dedicato alla pausa pranzo per i lavoratori. Rappresenta l’unione fra la tradizione, la tecnologia digitale e la ecosostenibilità: l’uso di vassoi 100% ecocompostabili, l’App Tavolamica a disposizione dei clienti per la consultazione dei menu e una offerta di ristorazione varia e gustosa sono i tratti differenzianti del format.

Nel 2020 Camst Group continuerà la sua crescita in Spagna sia per linee esterne che interne, con l’obiettivo di un fatturato di 80 milioni di euro. Attualmente detiene il 65% di Arcasa, società d’eccellenza nel mercato della ristorazione ospedaliera, ma che opera anche in scuole e aziende. L’altra società spagnola del Gruppo, Comer Bien è specializzata nella ristorazione scolastica.
Camst è presente in Spagna anche con il format di ristorazione aziendale Food&Talent: si tratta di spazi colorati e moderni che oltre ad essere deputati al consumo del pasto, possono diventare aree multifunzionali per molteplici attività, sia di relax che lavorative, come ad esempio per incontri, presentazioni, piccole riunioni.

Camst, cooperativa nata nel 1945 a Bologna, ogni giorno, porta la qualità della sua ristorazione nelle scuole, nelle aziende, negli ospedali, nelle fiere, nei centri commerciali e nelle città, in Italia e all’estero (Spagna, Danimarca e Germania). Unisce al gusto della tradizione culinaria italiana, l’innovazione di una realtà moderna, in continua evoluzione: una realtà che ha radici nel passato, ma guarda sempre al futuro. Nel 2017 Camst Group ha ampliato i propri servizi al facility management per offrire ai clienti un servizio completo. Il gruppo ha un fatturato aggregato di 784 milioni di euro, oltre 15 mila dipendenti e 130 milioni di pasti (dati 2018).
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La drinklist proposta da Sanbitter per stupire durante le festività /la-drinklist-proposta-da-sanbitter-per-stupire-durante-le-festivita/ /la-drinklist-proposta-da-sanbitter-per-stupire-durante-le-festivita/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:37:30 +0000 /?p=48295 “Non importa cosa trovi sotto l’albero, ma chi trovi intorno”, diceva lo scrittore Stephen Littleword. Il caloroso abbraccio dei propri famigliari la mattina del 25 dicembre, lo scambio di auguri con gli amici, il tanto atteso pranzo con i parenti per celebrare le feste in compagnia: è proprio vero che, per stare bene, non contano […]

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Non importa cosa trovi sotto l’albero, ma chi trovi intorno”, diceva lo scrittore Stephen Littleword. Il caloroso abbraccio dei propri famigliari la mattina del 25 dicembre, lo scambio di auguri con gli amici, il tanto atteso pranzo con i parenti per celebrare le feste in compagnia: è proprio vero che, per stare bene, non contano tanto i regali che si ricevono, ma piuttosto le persone che ci stanno intorno. Lo sa bene Sanbittèr, vero e proprio ambasciatore dell’Arte dell’Aperitivo, che per rendere ancora più indimenticabili le giornate e le serate in compagnia delle persone care propone una drinklist composta da cinque cocktail con cui brindare alla magia delle Feste. Dalla freschezza di Notte di Natale al gusto deciso di Santa Claus, dal sapore esotico di Bianco Natale a quello piacevolmente frizzante di Bubblywood  passando per l’immancabile Sparkling Christmas, ideato da Giacomo Fiume, bartender pugliese de L’Albergo Diffuso e fondatore della pagina Instagram “The World of Distillery” – che annovera più di 85 mila follower. Cinque proposte uniche e raffinate che diventano un’elegante entrée dei pranzi e delle cene natalizie per un aperitivo all’insegna del gusto e della qualità. 

Per chi ama il contrasto dolce e amaro Sanbittèr ha pensato a Notte di Natale, un drink simpatico ed originale con cui regalare un tocco di colore alla tavola delle Feste e con cui lasciare i propri ospiti a bocca aperta. Realizzarlo richiede pochi semplici passaggi: basta capovolgere una bottiglietta di Sanbittèr Rosso in un tumbler basso. Mettere in un frullatore la banana fresca, il succo di lime e quello di mela verde. Aggiungere nel bicchiere qualche cubetto di ghiaccio e colmare con il contenuto frullato in precedenza. Decorare con un ciuffetto di menta fresca, fondamentale per esaltare il contrasto dolce-amaro del drink.

Per coloro che, anche a Natale, non riescono a fare meno dei gusti più decisi, ecco che l’intramontabile aperitivo analcolico propone Santa Claus, un drink dal gusto secco e fruttato che, con i suoi colori e profumi, rende indimenticabile il brindisi natalizio. Prepararlo è molto semplice. Per prima cosa serve mettere il lime e la mela in un frullatore al fine di ottenere un succo omogeneo. Miscelare il composto ottenuto con Sanbittèr Dry e versare il tutto in un bicchiere a calice colmando con abbondante ghiaccio. Da ultimo, per rendere ancora più speciale il cocktail, decorare con un rametto di ribes rosso e uno di rosmarino fresco.

A base di Sanbittèr Dry, Bubblywood è un concentrato di ingredienti insoliti per un cocktail dal gusto equilibrato ed elegante. Raffinato e spumeggiante, questo drink è perfetto per sorprendere tutti quegli ospiti che, a Natale ma anche durante il Cenone di Capodanno, non amano brindare con il classico spumante. Ma come si prepara? Per prima cosa, occorre nebulizzare con dell’acqua il flûte e spolverarlo con dello zucchero a velo. Prendere, in seguito, una tazza di vetro e aggiungere il succo di limone, lo sciroppo di orzata, il succo d’ananas e, infine, la tisana depurativa. Raffreddare il tutto con alcuni cubetti di ghiaccio e mescolare con un barspoon. Da ultimo, versare tutti gli ingredienti nel flûte e aggiungere Sanbittèr Dry.

Per chi, anche a Natale, non riesce a fare a meno dei gusti esotici e già sogna le paradisiache spiagge caraibiche Sanbittèr propone Bianco Natale. A base di Sanbittèr Emozioni Pompelmo, per prepararlo basta centrifugare lo zenzero e, con l’aggiunta di poca acqua, cercare di ottenere un succo omogeneo. In seguito, prendere un bicchiere e versare sul fondo lo sciroppo di granatina. Aggiungere lo zenzero centrifugato, il succo di lime e 10 cl di Sanbittèr Emozioni Pompelmo. Decorare con una spirale di cetriolo, menta fresca e lamponi. 

Last but not least…non è Natale senza il tradizionale punch da preparare in una bowl da mettere al centro della tavola attorno alla quale raccogliersi per servirsi un bicchiere e fare un brindisi tutti insieme. Sanbittèr, in collaborazione con il bartender pugliese Giacomo Fiume, propone Sparkling Christmas, una sua propria rivisitazione con cui scaldare i cuori dei propri commensali anche nelle giornate più fredde tipiche del periodo natalizio. Per realizzarlo, versare in un pentolone, a fuoco lento, il rum bianco, acqua e il succo d’arancia, Aggiungere lo sciroppo di cannella, le stecche di cannella, l’anice stellato, le scorze di arancia e limone e lasciar macerare fino a bollore. Lasciar bollire per 2/3 minuti circa. Una volta spento il fuoco, versare le bottigliette di Sanbittèr Rosso. Servire in una bowl ancora caldo con dei mestoli e guarnire ogni bicchiere con una stecca di cannella o di anice stellato. Inoltre, per mantenere il sapore e tutte le proprietà delle spezie, il bartender pugliese consiglia di tostare la cannella e l’anice prima di buttarle in pentola. 

Sanbittèr grazie alle sue cinque personali proposte di cocktail, facili da riprodurre anche a casa, rende ancora più speciali e stuzzicanti i momenti di convivialità natalizia in compagnia degli amici e delle persone care.

Le ricette dei cocktail di Natale

NOTTE DI NATALE 

10 cl Sanbittèr Rosso 

Succo di lime 

Succo di ½ mela rossa

80 gr. di banana

Ghiaccio a piacere 

 

Preparazione: 

Capovolgere una bottiglietta di Sanbittèr Rosso in un tumbler basso, stile old fashioned. Mettere nel frullatore la banana fresca, il suco di lime e di mela rossa. Aggiungere il ghiaccio nel bicchiere e colmare il miscelato con il contenuto frullato in precedenza. Decorare con un ciuffetto di menta fresca.  

 

SANTA CLAUS 

10 cl di Sanbittèr Dry 

Succo di ½ lime 

Succo di ½ mela 

Ghiaccio abbondante

 

Preparazione: 

Inserire il lime e la mela nel frullatore, miscelarli nel mixing glass insieme al Sanbittèr Dry. Versare in un calice, colmare con abbondante ghiaccio e decorare con un rametto di ribes rosso e uno di rosmarino freddo. 

 

BIANCO NATALE 

10 cl Sanbittèr Emozioni Pompelmo

Succo di ½ lime 

1 cl di zenzero centrifugato

1cl di granatina

 

Preparazione: 

Preparare il succo di zenzero centrifugandolo con l’aggiunta di acqua. Prendere poi un bicchiere e versare sul fondo lo sciroppo di granatina. Aggiungere direttamente nel bicchiere lo zenzero centrifugato, il succo di lime e Sanbittèr Emozioni Pompelmo (servito freddo, a temperatura di circa 6°). Decorare con una spirale di cetriolo, menta fresca e lamponi. 

 

BUBBLYWOOD

6 cl di Sanbittèr Dry 

1 cl di sciroppo di orzata

1,5 cl di succo di limone

4,5 cl di succo di ananas

3 cl di tisana depurativa

Zucchero a velo

Spezie a piacere 

Vaniglia e/o fava di tonka 

 

Preparazione: 

Nebulizzare con dell’acqua il flûte e spolverarlo poi con lo zucchero a velo. Aggiungere in una tazza di vetro il succo di limone, lo sciroppo di orzata, il succo d’ananas e, infine, la tisana depurativa. Raffreddare con alcuni cubetti di ghiaccio e mescolare con un barspoon. Versare tutti gli ingredienti nel flûte precedentemente nebulizzato e zuccherato e aggiungere Sanbittèr Dry.

 

SPARKLING CHRISTMAS (quantitativo per 8 drink)

1 L di rum bianco 

½ L di acqua 

½ L di succo di arancia 

8 cl di sciroppo di cannella

4 stecche di cannella 

4 pezzi di anice stellato 

Scorze di 3 arance e 3 limoni

4 bottigliette di Sanbittèr Rosso

 

Preparazione: 

Versare in un pentolone, a fuoco lento, 1 litro di rum bianco, ½ litro di acqua, ½ litro di succo d’arancia, 8 cl di sciroppo di cannella, 4 stecche di cannella, 4 pezzi di anice stellato, le scorze di 3 arance e di 3 limoni e lasciar macerare fino a bollore. Lasciar bollire per 2/3 minuti circa. Una volta spento il fuoco, versare le 4 bottigliette di Sanbittèr Rosso. Servire ancora caldo con dei mestoli e guarnire con una stecca di cannella o un anice stellato. Inoltre, per mantenere tutte le proprietà della spezia Giacomo Fiume consiglia di tostare la cannella e l’anice prima di buttarle in pentola.

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Assitol: confermate stime positive ma ancora ombre sul settore /assitol-confermate-stime-positive-ma-ancora-ombre-sul-settore/ /assitol-confermate-stime-positive-ma-ancora-ombre-sul-settore/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:36:21 +0000 /?p=48307 Dopo il 2018, annus terribilis dell’olio d’oliva, il settore tira un sospiro di sollievo, grazie alle previsioni di produzione con il segno “+”. Ma, accanto alle luci, sono ancora tante le ombre del comparto oleario, che appare ostaggio di vecchie rigidità e nuove tensioni. L’analisi è di ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia, a chiusura del […]

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Dopo il 2018, annus terribilis dell’olio d’oliva, il settore tira un sospiro di sollievo, grazie alle previsioni di produzione con il segno “+”. Ma, accanto alle luci, sono ancora tante le ombre del comparto oleario, che appare ostaggio di vecchie rigidità e nuove tensioni. L’analisi è di ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia, a chiusura del 2019.

La principale nota positiva riguarda la campagna olearia che, ormai in una fase avanzata, si attesta sulle 300.000 tonnellate annunciate a ottobre dalle associazioni agricole. Tuttavia, episodi di meteo estremo e problematiche ancora irrisolte come la Xylella nel Salento hanno inciso negativamente sul settore. Dal punto di vista produttivo, l’Italia non è omogenea: mentre il Sud appare in grande ripresa, Lazio, Toscana, Liguria ed il Garda sono in sofferenza. Si conferma il deficit produttivo nazionale: la nostra olivicoltura non riesce a soddisfare le 500mila tonnellate richieste dal mercato italiano.
Intanto, secondo le previsioni degli operatori di mercato, nel Mediterraneo la Spagna olivicola continuerà a correre (1.250.000 tonnellate), anche grazie a forti giacenze della campagna precedente. Seguono la Tunisia, con 330mila tonnellate, la Grecia con 240mila tonnellate, Turchia (160mila ton.) e Portogallo (130mila ton.).

assitolLa produzione mondiale di oltre 3 milioni di tonnellate, le importanti giacenze olearie, soprattutto in Spagna, e la stessa produzione italiana in crescita spiegano i prezzi bassi, del tutto normali in un mercato che può contare su quantitativi notevoli di materia prima e consumi in lieve flessione nei Paesi produttori. È invece preoccupante il fenomeno delle vendite sottocosto, che danneggia, proprio all’avvio della campagna olearia e di cui vi abbiamo parlato in questa news.
“Dobbiamo ridare valore all’olio extra vergine – sottolinea Anna Cane, presidente del Gruppo olio d’oliva di ASSITOL -. Se vogliamo remunerare giustamente il nostro settore, occorre far leva sui consumatori, ai quali trasmettere la cultura di questo grande prodotto, convincendo così chi acquista a spendere il giusto”. In tal senso, i ragionamenti del Ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, trovano sostegno in ASSITOL. “Se non si vince la sfida del valore – conferma la presidente degli industriali – il settore sarà perdente, non soltanto in casa, ma anche all’estero, dove la concorrenza è sempre più agguerrita e numerosa”.

Nonostante le tensioni internazionali, la storica propensione all’export delle aziende italiane è stata premiata. Secondo le stime dell’Associazione, il 2019 ha registrato una sostanziale tendenza alla stabilità (+1,1%), con una leggera crescita sui mercati UE ed un aumento più significativo nei Paesi Terzi. In Europa Germania, Francia, Regno Unito e Belgio sono i maggiori acquirenti di oli d’oliva, mentre a livello mondiale gli Stati Uniti si confermano il principale buyer dei nostri prodotti, seguiti dal Canada, Giappone e Australia.

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Chef Crescenzo Scotti ospite della rassegna culinaria “5 Senses Dinner” /chef-crescenzo-scotti-ospite-della-rassegna-culinaria-5-senses-dinner/ /chef-crescenzo-scotti-ospite-della-rassegna-culinaria-5-senses-dinner/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:35:15 +0000 /?p=48326 Nel pieno centro di Salerno, a pochi passi da “Luci d’Artista”, consueta manifestazione natalizia cittadina, torna il terzo appuntamento con la rassegna gastronomica “5 Senses Dinner” organizzata da Via Porto Bistrot, martedì 17 dicembre alle ore 20.30. Dopo la partecipazione di Paolo Gramaglia, chef e patron del ristorante stella Michelin “President” di Pompei, e di […]

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Nel pieno centro di Salerno, a pochi passi da “Luci d’Artista”, consueta manifestazione natalizia cittadina, torna il terzo appuntamento con la rassegna gastronomica “5 Senses Dinner” organizzata da Via Porto Bistrot, martedì 17 dicembre alle ore 20.30.

Dopo la partecipazione di Paolo Gramaglia, chef e patron del ristorante stella Michelin “President” di Pompei, e di Domenico Iavarone, chef due volte stellato prima al ristorante “Maxi” di Vico Equense e poi presso il “Josè Restaurant” di Torre del Greco, sarà ospite lo chef Crescenzo Scotti, del ristorante stella Michelin – anno 2014/2015 – Il Cappero del Terasia Resort di Vulcano.

Chef Crescenzo Scotti

Scotti, però, non è nuovo ai fornelli del Via Porto Bistrot. Il suo, infatti, sarà un felice ritorno che lo vedrà nuovamente a preparare deliziose pietanze congiuntamente con lo chef del locale, Gustavo Milione

Il menu sarà perfetto per i palati più curiosi ed esigenti e punterà all’eccellenza in un mix di tradizione autoctona e di contemporaneità, come spiega chef Gustavo:

Sono felice della prossima cena a quattro mani, con lo chef stellato Crescenzo Scotti, perché i punti di incontro delle cucine non sono solo legati all’agroalimentare, ma anche alle sue più antiche tradizioni con un’acuta attenzione alla storia recente. Il nostro obiettivo, infatti, sarà quello di puntare sulle autentiche ricchezze del nostro territorio. Sono sicuro che la cena di martedì sarà, per i nostri ospiti, un’emozione per gli occhi che si tradurrà nei sapori proposti a tavola“.

Chef Gustavo Milione

Inoltre, per ogni portata in tavola verrà abbinato un vino di “Tenuta Scuotto”, azienda agricola irpina, che esalterà il gusto di ciascuna pietanza creando così un vero e proprio matrimonio armonico capace di bilanciare tutti i sapori.

I vini della nostra tenuta sono sempre riusciti ad intercettare i gusti del pubblico e sono sicuro che sarà così anche con gli ospiti della cena stellata di martedì. Siamo così entusiasti di accompagnare i nostri vini ai piatti preparati dallo chef Gustavo Milione e lo chef Crescenzo Scotti che abbiamo deciso di fare una sorpresa a tutti i presenti con un vino di nostra produzione di annata prestigiosa“. Spiega Adolfo Scuotto, owner dell’azienda.

Il Via Porto Bistrot, gestito dalla famiglia Salvati, si propone quindi ancora una volta come tappa fissa per chi ama la cucina d’eccellenza salernitana attraverso piatti che, senza rinnegare le antiche tradizioni culinarie, strizzano l’occhio all’attualità e all’innovazione in cui, grazie all’ambiente elegante ma allo stesso tempo accogliente, accarezzano le papille gustative di tutti i commensali alterandone i cinque sensi: vista, tatto, udito, gusto e olfatto.

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Da Pizzium una nuova pizza per celebrare il Natale /da-pizzium-una-nuova-pizza-per-celebrare-il-natale/ /da-pizzium-una-nuova-pizza-per-celebrare-il-natale/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:34:36 +0000 /?p=48276 Pizzium arricchisce il suo menù con una nuova pizza, Ciao Stella! nata per festeggiare il Natale Gia dal nome si intuisce la sua particolare forma, arricchita da mozzarella fiordilatte e pomodori datterini rossi, condita con olio EVO e basilico fresco e con le punte ripiene di ricotta di bufala.  Il sapore di una tipica pizza […]

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Pizzium arricchisce il suo menù con una nuova pizza, Ciao Stella! nata per festeggiare il Natale
Gia dal nome si intuisce la sua particolare forma, arricchita da mozzarella fiordilatte e pomodori datterini rossi, condita con olio EVO e basilico fresco e con le punte ripiene di ricotta di bufala. 
Il sapore di una tipica pizza napoletana potrà essere gustato anche durante il periodo natalizio; Pizzium infatti resterà aperto anche il 25 dicembre e il 1° gennaio.

pizzium

Questa deliziosa new entry si aggiunge alle numerose proposte, accomunate da alcune caratteristiche fondamentali e irrinunciabili: la base della pizza è napoletana al 100%, fatta con un impasto morbido che riposa un giorno intero, realizzato con farina di tipo “0”. Inconfondibile anche il cornicione alto e ben alveolato e gli abbinamenti degli ingredienti, classici o inediti, ma senza mai rinunciare a materie prime italiane d’eccellenza, dopo un’attenta selezione dei migliori produttori.

Da Milano a Roma, da Torino a Como, passando per Varese, Busto Arsizio, Gallarate, Brescia e Serravalle, è inconfondibile anche lo stile di Pizzium che accoglie i clienti in un ambiente caldo, informale e dal sapore vintage, con le pareti di mattoni, le sedie di legno e i lampadari di stoffa che ricreano atmosfere intime e di altri tempi ma con un tocco contemporaneo. Insomma, l’ambiente perfetto anche per trascorrere il periodo delle feste di Natale tra cene in famiglia, pranzi di lavoro e serate tra amici.

pizziumIn tutti i locali è proposto il menu regionale che offre un’ampia scelta di pizze, ambasciatrici dei marchi d’eccellenza del territorio, preparate con materie prime DOP e IGP: la mortadella caratterizza la pizza Emilia Romagna, il guanciale la Lazio e l’Abruzzo, il pecorino e l’uovo la pizza in versione romano-partenopea, mentre il capocollo, la burrata e le olive nere completano la pizza dedicata alla Puglia. La pizza Lombardia è con la Bresaola e i bocconcini di mozzarella vaccina, mentre perla Piemonte si propone il cornicione ripieno di ricotta di Bufala, salsiccia di Fassona e olio al tartufo. Tra le recenti novità c’è anche il Panuozzum, un panino preparato con la pasta della pizza, cotto al forno e proposto in diverse varianti.

Aperto il 25 dicembre e il 1 gennaio. Chiuso il 24 e il 31 dicembre a cena
PIZZIUM
Nato nel 2017 a Milano da un’idea di Stefano Saturnino, Giovanni Arbellini e Ilaria Puddu, propone la pizza napoletana classica utilizzando il meglio della materia prima italiana. Lo stile Pizzium è inconfondibile ma ogni locale è unico perché trae ispirazione dalla terra che lo ospita, senza rinunciare al meglio di Napoli e della Campania. Grazie al suo approccio creativo e contemporaneo, Pizzium si sta affermando in Italia con 6 locali a Milano, Serravalle, Gallarate, Como, Seregno, Varese, Brescia, Busto Arsizio, 2 a Torino e Roma.
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Alessia Zucchi riceve il premio “Donne per il Made in Italy” /alessia-zucchi-riceve-il-premio-donne-per-il-made-in-italy/ /alessia-zucchi-riceve-il-premio-donne-per-il-made-in-italy/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:33:05 +0000 /?p=48321 Oleificio Zucchi festeggia un nuovo importante riconoscimento per l’impegno nella diffusione della cultura dell’olio e dell’eccellenza made in Italy: Alessia Zucchi, Amministratore Delegato, ha ricevuto oggi dal Ministro Teresa Bellanova il premio “Donna per il made in Italy”, presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, alla presenza del Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, on. Filippo Gallinella: si […]

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Oleificio Zucchi festeggia un nuovo importante riconoscimento per l’impegno nella diffusione della cultura dell’olio e dell’eccellenza made in Italy: Alessia Zucchi, Amministratore Delegato, ha ricevuto oggi dal Ministro Teresa Bellanova il premio “Donna per il made in Italy”, presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, alla presenza del Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, on. Filippo Gallinella: si tratta del terzo attestato per l’azienda nell’arco di poche settimane.

Il premio, inserito nel contesto del convegno nazionale “Consorzi e Made In: come veicolare l’eccellenza”, rende merito a sette imprenditrici italiane che si sono distinte per la capacità di innovare e di contribuire in maniera significativa alla crescita dell’economia italiana.

Alessia Zucchi

“Il nostro impegno come azienda non è solo quello di promuovere un corretto approccio ai temi della sostenibilità, ma anche quello di diffondere una cultura dell’olio consapevole, in grado di valorizzare le eccellenze del nostro territorio rispettando la biodiversità e l’etica del lavoro”, commenta Alessia Zucchi, AD di Oleificio Zucchi“vedere riconosciuto questo impegno è una soddisfazione immensa, e non può che essere la spinta per tutto il team Zucchi per continuare a lavorare in questa direzione”.

“Donne per il made in Italy” è il terzo riconoscimento che Alessia Zucchi riceve in poche settimane per la storica azienda cremonese che guida dal 2017: a novembre, Oleificio Zucchi è stato selezionato tra i dieci esempi virtuosi di “Why Italy is definitely alive and kicking”, promosso da The European House – Ambrosetti, ed è stato tra le imprese vincitrici del premio “Coop for future – Insieme per una buona spesa”, conferito da Coop Italia.

 

Oleificio Zucchi
Oleificio Zucchi nasce nel 1810 nel lodigiano come attività artigianale a conduzione familiare dedicata all’estrazione di olio da semi per uso alimentare. Nel corso degli anni, sotto la guida della famiglia Zucchi, l’azienda cresce sia da un punto di vista industriale, con un moderno stabilimento che occupa oggi un’area di 110.000 mq, sia a livello di business, introducendo la linea dell’olio d’oliva come naturale completamento accanto alla gamma di oli di semi.
Oggi Oleificio Zucchi è una realtà industriale e commerciale italiana di primaria importanza nel settore oleario, con una significativa presenza sul mercato italiano e una crescente presenza all’estero: con la Divisione Consumer, produce e distribuisce oli da olive e da semi sia a marchio proprio – principalmente con il brand Zucchi – sia a marchio privato, mentre con la Divisione Bulk è fornitore di oli sfusi per l’industria alimentare. L’approccio innovativo e l’alta qualità dei suoi prodotti, accanto all’impegno per la valorizzazione e lo sviluppo del comparto, rendono Oleificio Zucchi un punto di riferimento nel mondo dell’olio e un partner affidabile del trade moderno.
Impegnata da sempre per portare sulla tavola le migliori materie prime selezionate e armonizzate dai suoi blendmaster, e fedele ai suoi valori fondanti di trasparenza e responsabilità sociale e ambientale, Oleificio Zucchi ha dato vita al primo disciplinare di Certificazione di Sostenibilità dell’intera filiera dell’olio Extra Vergine da olive (DTP 125), garantita da CSQA. Viene assicurata così per i suoi oli da olive, in Italia e in Europa, una filiera di eccellenza, trasparente e tracciabile in ogni passaggio, fondata sul rispetto per l’ambiente, sul giusto riconoscimento economico del lavoro, sui diritti dei lavoratori. Secondo gli stessi principi, l’azienda ha implementato negli anni diverse misure per limitare l’impatto ambientale della produzione, quali la riduzione della carbon footprint, la realizzazione di un impianto di cogenerazione e di un raccordo ferroviario per la movimentazione delle merci, la riduzione del consumo di acqua.

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Conpait Lazio 2019: Debic premia l’innovazione di Alessandro Fiorucci /conpait-lazio-2019-debic-premia-linnovazione-di-alessandro-fiorucci/ /conpait-lazio-2019-debic-premia-linnovazione-di-alessandro-fiorucci/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:32:35 +0000 /?p=48294 Lo scorso 27 novembre, nella prestigiosa cornice di Villa Farinacci a Roma, si è concluso il concorso indetto dalla Confederazione Pasticcieri Italiani Lazio per eleggere i migliori pasticceri 2019. La partecipazione al concorso prevedeva, per ciascun concorrente, la presentazione di 20 monoporzioni sul tema “zabaione romano”, elemento che doveva emergere in maniera preponderante nel gusto […]

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Lo scorso 27 novembre, nella prestigiosa cornice di Villa Farinacci a Roma, si è concluso il concorso indetto dalla Confederazione Pasticcieri Italiani Lazio per eleggere i migliori pasticceri 2019.
La partecipazione al concorso prevedeva, per ciascun concorrente, la presentazione di 20 monoporzioni sul tema “zabaione romano”, elemento che doveva emergere in maniera preponderante nel gusto della preparazione stessa.

Il giudizio delle monoporzioni era basato su presentazione, taglio e gusto e potevano essere accompagnate da un vino o da un liquore del territorio, a completamento della presentazione stessa.
Ciascun concorrente doveva curare, non solo il dolce, ma anche il ricettario relativo, con foto e presentazione.
I dieci finalisti, che erano stati scelti nelle selezioni svolte il 6 e il 7 novembre, dovevano presentare la monoporzione di fronte a una giuria d’eccezione (Fabrizio Di Re, Andrea Fiori, Nazzareno Lavini, Claudio De Blasis, Felice Venanzi, Attilio Servi, Francesca Speranza, Angelo Musolino, Renato Zara) con Massimo Chierico nel ruolo di Presidente.

Tale giuria ha riconosciuto ad Alessandro Fiorucci con “N’ovo” il premio Debic per la miglior monoporzione innovativa, una versione rivisitata dello “zabaione romano” in cui Fiorucci dona enfasi alla materia prima ispirandosi ai ricordi dello zabaione che gli veniva proposto da bambino.
Fiorucci potrà beneficiare di una consulenza personalizzata di Alessandro Comaschi, Pastry Culinary Advisor Debic, presso il proprio laboratorio.

Debic, da sempre al fianco del professionisti, ha deciso di ricoprire un ruolo da protagonista non solo nei concorsi internazionali (è da sempre sponsor della Coupe du Monde de la Pâtisserie) ma anche nelle principali manifestazioni nazionali e regionali per il ruolo importante che queste giocano nella valorizzazione del talento artistico di tanti professionisti e nella promozione delle tipicità locali.

Megadolciaria, storico partner di Debic e punto di riferimento importante come grossista di prodotti per pasticceria e gelateria, ha ricoperto un ruolo importante nell’organizzazione del concorso, ospitando presso la propria struttura le selezioni dei finalisti. Il premio come miglior Pasticcere Conpait Lazio 2019 va, invece, a Giorgio Derme con la sua monoporzione “Sfida nella sfida“.

 

Debic

Debic, dal 1920, condivide la passione per la cucina e la pasticceria con voi professionisti. Negli anni ha sviluppato progetti e soluzioni per rendere più veloce ed efficente il vostro lavoro, senza mai rinunciare ai più elevati standard qualitativi. L’altissima qualità delle materie prime utilizzate è garantita dallo stretto regime di controllo lungo tutta la filiera produttiva.

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Masseria Fruttirossi: un convegno sulle proprietà benefiche della melagrana /masseria-fruttirossi-un-convegno-sulle-proprieta-benefiche-della-melagrana/ /masseria-fruttirossi-un-convegno-sulle-proprieta-benefiche-della-melagrana/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:31:34 +0000 /?p=48337 Masseria Fruttirossi, l’innovativa azienda agritech di Castellaneta Marina, principale produttore italiano di melograno, organizza il convegno scientifico “Coltiviamo centenari. Dalle buone pratiche in agricoltura, alla sana alimentazione, agli stili di vita corretti e alla prevenzione: potenzialità di sviluppo economico e sociale”. Il convegno si occuperà di uno dei superfood più apprezzati degli ultimi tempi. Sono […]

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Masseria Fruttirossi, l’innovativa azienda agritech di Castellaneta Marina, principale produttore italiano di melograno, organizza il convegno scientifico “Coltiviamo centenari. Dalle buone pratiche in agricoltura, alla sana alimentazione, agli stili di vita corretti e alla prevenzione: potenzialità di sviluppo economico e sociale”.

Il convegno si occuperà di uno dei superfood più apprezzati degli ultimi tempi. Sono ormai note le straordinarie proprietà organolettiche e nutraceutiche della spremuta di melagrana, ricca di vitamine e sali minerali preziosi per l’organismo; eccezionale energizzante naturale, grazie all’elevata concentrazione dei flavonidi protegge le cellule dai danni ossidativi e ha una importante azione antinfiammatoria, contribuendo così a prevenire il declino cognitivo e le patologie degenerative.
Recenti ricerche, inoltre, si sono soffermate sull’azione antitumorale derivante dall’elevata concentrazione nella melagrana dell’acido ellagico, una sostanza che indurrebbe la morte delle cellule cancerose, in particolare inibirebbe il moto delle cellule tumorali, oltre ad azzerarne la diffusione.

masseria fruttirossi

L’evento, patrocinato dall’ASL Taranto, si terrà, a partire dalle ore 9, nella mattinata di sabato 14 dicembre, presso il Castello Aragonese di Taranto, prestigiosa location messa a disposizione dal Comando Marittimo Sud della Marina Militare.

I lavori del convegno, moderati da Nicla Pastore, responsabile pubbliche relazioni di Masseria Fruttirossi, saranno aperti dai saluti dell’Ingegnere Michele De Lisi, Amministratore Masseria Fruttirossi, Dottor Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto, Avvocato Giovanni Gugliotti, Presidente Provincia di Taranto, Dottor Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia, Dottor Cosimo Borraccino, Assessore regionale alle Attività produttive, Ammiraglio di Divisione Salvatore Vitiello, Comandante Marittimo Sud della Marina Militare, Dottor Savino Muraglia, Presidente Coldiretti Puglia, e Avvocato Stefano Rossi, Direttore Generale ASL Taranto.

Il convegno entrerà poi nel vivo con gli interventi di Dario De Lisi, Sales Manager Masseria Fruttirossi, che illustrerà “Il Progetto Fruttirossi: genesi e operatività”, e del Professor Michele Conversano, Direttore Dipartimento di Prevenzione ASL Taranto, che relazionerà su “La sana alimentazione e l’azione degli antiossidanti per la prevenzione”.
In seguito, moderata da Nicla Pastore, si svilupperà una tavola rotonda su “Stili di vita e sana alimentazione” nella quale sono previsti gli interventi del Professor Loreto Gesualdo, Preside Facoltà Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, e del Dottor Vito Gregorio Colacicco, Direttore Sanitario ASL Taranto.
Il convegno sarà concluso dal Professor Salvatore Pisconti, Direttore Struttura Complessa di Oncologia Medica dell’Ospedale “S. G. Moscati” Statte-Taranto, che relazionerà su “La sana alimentazione e l’azione degli antiossidanti della cura delle malattie oncologiche”.
Il convegno ha come sponsor BCC San Marzano di San Giuseppe del Credito Cooperativo Italiano.

masseria fruttirossiNel modernissimo stabilimento di Castellaneta Marina, Masseria Fruttirossi produce la spremuta di melagrana “Lome Super Fruit”, 100% solo purissimo succo di melagrane coltivate nei 350 ettari di proprietà dell’azienda.
La spremitura delle melagrane avviene rigorosamente a freddo e poi le bottigliette vengono sottoposte al trattamento HPP (High Pressure Processing) nella macchina Hyperbaric 420 al cui interno si sviluppa, sempre a temperatura ambiente, l’enorme pressione idrostatica di 6.000 bar.
Il processo HPP permette di distruggere la carica batterica delle spremute senza doverle portare alle elevate temperature della pastorizzazione, preservandone così tutte le straordinarie proprietà nutraceutiche e organolettiche in termini di odore, colore, sapore e contenuti salutistici.

masseria fruttirossiNon solo melagrana: le spremute all’arancia Lome Super Fruit

Masseria Fruttirossi da alcune settimane ha inoltre avviato la produzione della nuova spremuta di arancia “Lome Super Fruit” che segue lo stesso procedimento della spremuta di melagrana.
Il succo è realizzato solo con purissimo succo di arance coltivate sul territorio pugliese, senza zuccheri o conservanti aggiunti; il processo HHP garantisce inoltre la perfetta conservazione delle spremute per un periodo di non meno di 90 giorni, purché siano mantenute nella “catena del freddo” sugli scaffali dei negozi e poi a casa nel frigo.

A breve, non appena sarà conclusa la sperimentazione, sarà avviata la commercializzazione anche della spremuta di arancia Lome Super Fruit nei punti vendita convenzionati della GDO, gruppo Conad e Gruppo MegaMark (Dok, Famila, A&O e Superfamila), nei quali è già possibile trovare i succhi melagrana Lome Super Fruit.

Annunciando l’importante novità Dario De Lisi, sales manager di Masseria Fruttirossi, ha spiegato che “la nostra azienda è impegnata nell’individuazione di nuove linee di prodotto da offrire ai consumatori; la nostra attenzione è subito caduta sugli agrumi, come arance e clementine, la cui produzione è una delle eccellenze del nostro territorio, con i cui produttori stiamo collaborando per ottenere frutti che rispettino i nostri standard di qualità che sono molto elevati. Anche con le nuove spremute di arance Lome Super Fruit – ha poi detto Dario De Lisi – proponiamo sul mercato autentici concentrati di salute, proprio come le nostre spremute di melagrana. A breve, inoltre, presenteremo una gamma di nuovi mix di succhi per soddisfare le esigenze di un consumatore sempre più attento al suo benessere e a quello dei suoi cari”

masseria fruttirossi

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Ora Val D’Oca è anche SQNPI: certificato l’Asolo Prosecco DOCG /ora-val-doca-e-anche-sqnpi-certificato-lasolo-prosecco-docg/ /ora-val-doca-e-anche-sqnpi-certificato-lasolo-prosecco-docg/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:30:58 +0000 /?p=48298 L’Asolo Prosecco DOCG Val D’Oca può ora fregiarsi anche della certificazione SQNPI – Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata. Uno standard di produzione ad adesione volontaria, che consente di porre il relativo segno distintivo sui prodotti realizzati. Per Val D’Oca la certificazione riguarda i soci produttori che, con questo assoggettamento, si impegnano formalmente a garantire […]

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L’Asolo Prosecco DOCG Val D’Oca può ora fregiarsi anche della certificazione SQNPI – Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata. Uno standard di produzione ad adesione volontaria, che consente di porre il relativo segno distintivo sui prodotti realizzati. Per Val D’Oca la certificazione riguarda i soci produttori che, con questo assoggettamento, si impegnano formalmente a garantire una qualità sostenibile del prodotto.
Una sicurezza in più per gli appassionati estimatori dell’Asolo Prosecco DOCG, ma anche uno stimolo per tutti coloro che desiderano provare un prodotto premium e che, anche grazie a questa certificazione, avranno la certezza di incontrare uno spumante dalle peculiarità “superiori”. La “Produzione Integrata” prevede un uso coordinato e razionale di tutti i fattori agronomici ed ambientali, per conseguire un sistema produttivo a basso impatto ambientale, a ridotto e controllato uso di fitofarmaci ma, soprattutto, a tutela della salute degli operatori e dei consumatori.

“È la prima volta che uno spumante Val D’Oca ottiene questa certificazione. Un’attestazione di qualità connotata da un maggior valore visto che l’adesione è volontaria – spiega il Presidente Val D’Oca Franco Varaschin– . Non solo un bollino in più dunque, ma una valenza ancor più apprezzabile che, oltre alla qualità ineccepibile intrinseca del prodotto, somma anche quell’attenzione doverosa alla cura e al rispetto per l’ambiente. Le aziende che hanno conseguito SQNPI si sono sottoposte a regolari controlli di produzione operati da enti terzi accreditati, per la verifica di piena rispondenza ai disciplinari di riferimento”.

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Da Montasio un nuovo cofanetto di formaggi tutto da gustare /da-montasio-un-nuovo-cofanetto-di-formaggi-tutto-da-gustare/ /da-montasio-un-nuovo-cofanetto-di-formaggi-tutto-da-gustare/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:30:58 +0000 /?p=48373 È tempo di regali e se sono gustosi sono ancora più graditi. E a stuzzicare i palati degli amanti del buon formaggio ci ha pensato il Consorzio del Montasio Dop con i suoi nuovi cofanetti regalo di pura bontà e genuinità. Una proposta articolata in più formati per soddisfare chiunque, con diverse grammature e più […]

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È tempo di regali e se sono gustosi sono ancora più graditi. E a stuzzicare i palati degli amanti del buon formaggio ci ha pensato il Consorzio del Montasio Dop con i suoi nuovi cofanetti regalo di pura bontà e genuinità. Una proposta articolata in più formati per soddisfare chiunque, con diverse grammature e più stagionature.  

“Un’idea che piace molto – afferma il Presidente del Consorzio, Valentino Pivetta – che ha entusiasmato i nostri soci e soddisfa la richiesta di chi ha il piacere di fare un omaggio di qualità, riconosciuta. Il Montasio è un formaggio genuino, controllato e veramente adatto a tutti, anche per chi soffre di intolleranze perché è naturalmente privo di lattosio. La marcatura apposta alla produzione dal nostro Consorzio di Tutela a 60 giorni,  ne garantisce l’identità, l’origine e il rispetto delle caratteristiche dei  disciplinari”.

Da Fresco, Mezzano, Stagionato e Stravecchio, con il formaggio Montasio Dop si può spaziare dal gusto più morbido a quello più deciso  e gli spicchi partono dal chilogrammo in su.

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Offerta di lavoro – Cuoco Mensa – Alba /offerta-di-lavoro-cuoco-mensa-alba/ /offerta-di-lavoro-cuoco-mensa-alba/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:30:52 +0000 /?p=48389 Offerta di lavoro pubblicata da Infojobs: Synergie Italia Spa, filiale di Alba, seleziona per importante struttura sanitaria CUOCO/A PER MENSA La risorsa  si occuperà di: _ Preparazione dei pasti _Riordino della dispensa _ gestione di circa 250 coperti REQUISITI Il candidato ideale si presenta con i seguenti requisiti: _ Esperienza di almeno 1 anno _ […]

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Offerta di lavoro pubblicata da Infojobs:

Synergie Italia Spa, filiale di Alba, seleziona per importante struttura sanitaria

CUOCO/A PER MENSA

La risorsa  si occuperà di:

_ Preparazione dei pasti

_Riordino della dispensa

_ gestione di circa 250 coperti

REQUISITI

Il candidato ideale si presenta con i seguenti requisiti:

_ Esperienza di almeno 1 anno

_ Disponibilità  a lavorare su due turni

_ Disponibilità per un mese

 

ALTRE INFORMAZIONI

Si offre:

_ Tipo contratto a tempo determinato

_ Orario: full-time (6 ore al giorno, 2 turni)

_ Eventuale Livello/RAL  come da CCNL

Luogo di Lavoro:   V.ze Alba

 

Leggi l’annuncio dettagliato e candidati per la posizione cliccando qui

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Le ostriche fra le prelibatezze irlandesi più amate al mondo: parola di Bord Bìa /le-ostriche-fra-le-prelibatezze-irlandesi-piu-amate-al-mondo-parola-di-bord-bia/ /le-ostriche-fra-le-prelibatezze-irlandesi-piu-amate-al-mondo-parola-di-bord-bia/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:30:47 +0000 /?p=48377 In Irlanda, l’allevamento di ostriche risale al XIII secolo, ma il loro consumo rappresenta una tradizione che si protrae da oltre 4000 anni. Ancora oggi gli allevatori irlandesi ricorrono a metodi di allevamento tradizionali per garantire le condizioni ideali per la crescita delle ostriche concave irlandesi (Crassostrea gigas) e di quelle piatte (Ostrea edulis).  Con […]

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In Irlanda, l’allevamento di ostriche risale al XIII secolo, ma il loro consumo rappresenta una tradizione che si protrae da oltre 4000 anni. Ancora oggi gli allevatori irlandesi ricorrono a metodi di allevamento tradizionali per garantire le condizioni ideali per la crescita delle ostriche concave irlandesi (Crassostrea gigas) e di quelle piatte (Ostrea edulis). 

Con i suoi 7.500 km di costa nel mezzo dell’Oceano Atlantico e i 12.000 km² di terreni che filtrano le piogge, l’Isola di Smeraldo è uno dei luoghi ideali per l’allevamento di questi pregiati molluschi. Inoltre la corrente costante dell’Atlantico che circonda l’isola contribuisce a conferire loro una perfetta forma allungata e una conchiglia molto resistente, con uno smalto liscio dal colore bianco perlato. Non tutti sanno che il contenuto di carne all’interno di un’ostrica è influenzato dalla sua forma. Più profondo è il guscio, più spazio c’è per consentire lo sviluppo del mollusco. Ad ogni marea primaverile, ogni produttore posiziona le ostriche all’interno di sacchi, che vengono trattati manualmente per favorire lo sviluppo delle ostriche. Il loro ciclo di vita è di circa 3 anni.

Un mercato, quello ittico, molto importante per il paese, basti pensare che il valore di mercato di questa produzione è di oltre € 1 miliardo; di questi, circa € 580 milioni provengono dalle esportazioni. I principali importatori sono Francia (25%), Italia (10%), Cina (8%) e Gran Bretagna (7%). 

Per quanto riguarda il comparto delle ostriche, invece, le esportazioni sono cresciute da € 26 milioni nel 2014 a € 41,6 milioni nel 2018; un incremento molto significativo se si considera un periodo di tempo abbastanza breve. 

Le ostriche provenienti dall’Irlanda sono immediatamente riconoscibili al palato grazie al loro sapore ricco che nasce dalla dolcezza e persistenza dello iodio, che si combinano ad un leggero tocco di note agrumate. Inoltre, l’incrocio davvero unico delle acque dell’Atlantico, dei pulitissimi corsi d’acqua dolce e dei minerali di un paesaggio incontaminato, fa di ogni ostrica un’esperienza sensoriale unica al palato. In Irlanda le ostriche trovano il loro perfetto abbinamento con la birra, in particolare quella stout: infatti l’acidità e l’amaro presenti nelle note tostate di questa scura ad alta fermentazione, non sovrastano i sapori del mare, anzi, li esaltano e si legano bene con la salinità e la carnosità dei molluschi.

Le ostriche irlandesi hanno elevate qualità nutritive: sono ricche di proteine e povere di grassi, con livelli straordinariamente elevati di elementi quali iodio, ferro, rame, selenio e zinco. A ciò si aggiungono le condizioni incontaminate di allevamento che offre l’Irlanda, rendendo le ostriche irlandesi uno degli alimenti più naturali e puri che esistano. 

Queste straordinarie qualità sono riconosciute a livello universale, unitamente alla qualità della performance ambientale fondata sui principi di acquacultura sostenibile. Infatti, quasi tutti i produttori di ostriche in Irlanda sono membri verificati di Origin Green, l’unico programma di sostenibilità al mondo che opera su scala nazionale. Grazie a verifiche indipendenti periodiche, Origin Green consente ai produttori irlandesi di stabilire e raggiungere obiettivi misurabili di sostenibilità, riducendo l’impatto ambientale, fornendo un servizio più efficace alle comunità locali e tutelando la straordinaria ricchezza delle risorse naturali che il nostro paese può vantare.

“Noi di Bord Bia abbiamo il compito fondamentale di stimolare e sostenere il comparto ittico irlandese, al fine di incrementare le vendite nei numerosi mercati emergenti” ha commentato Francesca Perfetto, Market Specialist di Bord Bia in Italia. “Grazie alla nostra profonda conoscenza del mercato e alla forte collaborazione con gli operatori del settore, ci stiamo adoperando per far sì che le ostriche, una delle prelibatezze d’Irlanda, siano sempre più conosciute e apprezzate nel mondo per la loro altissima qualità”.

 

Bord Bia

Bord Bia, Irish Food Board, è un ente governativo dedicato allo sviluppo dei mercati di esportazione dei prodotti alimentari, bevande e prodotti ortofrutticoli irlandesi. Lo scopo di Bord Bia è quello di promuovere il successo dell’industria food&beverage e dell’orticoltura irlandese attraverso servizi di informazione mirati, la promozione e lo sviluppo dei mercati. Nel 2018 le esportazioni dell’industria food&beverage irlandese sono arrivati a quota 12,1 miliardi di euro, con una crescita di quasi il 64% dal 2010. L’Italia è un mercato importante, con esportazioni del valore di 328 milioni di euro nel 2018; è il quarto mercato più importante per l’export di manzo irlandese in Europa con scambi valutati, per l’anno scorso, a 192 milioni di euro.

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Roadhouse sbarca su Tiktok, l’app della generazione Z /roadhouse-sbarca-su-tiktok-lapp-della-generazione-z/ /roadhouse-sbarca-su-tiktok-lapp-della-generazione-z/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:30:46 +0000 /?p=48275 TikTok, la piattaforma basata sul lip-sync che permette di caricare e condividere brevi video, è stata nel 2019 l’App più scaricata al mondo. Particolarmente utilizzata dalla Gen Z (i ragazzi nati dopo il 1995), consente a tutti di diventare creatori usando semplicemente lo smartphone e incoraggiandoli a condividere le loro passioni, in particolare attraverso challenge […]

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TikTok, la piattaforma basata sul lip-sync che permette di caricare e condividere brevi video, è stata nel 2019 l’App più scaricata al mondo. Particolarmente utilizzata dalla Gen Z (i ragazzi nati dopo il 1995), consente a tutti di diventare creatori usando semplicemente lo smartphone e incoraggiandoli a condividere le loro passioni, in particolare attraverso challenge specifiche.

TikTok è al momento la piattaforma social con la crescita maggiore sul mercato”, commenta Silvia Sacchetti, Digital Marketing Manager di Roadhouse Restaurant. “Uno spazio che i ragazzi scelgono e vivono in modo totalmente differente, più attivo e creativo, rispetto a Instagram (Facebook è ormai fuori dalle loro abitudini digitali). I food brand su TikTok non sono ancora presenti e i ragazzi della Gen Z sono per noi altamente esplorabili su questa piattaforma che ci sta permettendo di conoscerli più da vicino e al contempo di comunicare in modo fresco la nostra identità. Roadhouse da sempre cerca di anticipare i trend, non solo nella ristorazione e nel servizio al cliente ma anche sul digital marketing: è infatti la prima catena di ristoranti in Italia ad aprirsi a questa piattaforma.
Roadhouse mi ha permesso di sperimentare e interpretare il digital con coraggio: il social marketing non può ridursi soltanto a una battaglia di prodotti
”.

Il progetto prevede la partecipazione di alcuni tra i giovani talent nazionali più noti che coinvolgeranno i loro fan nell’interpretazione della coreografia della #RibsDance, su una colonna sonora originale prodotta appositamente per Roadhouse.
La scelta del naming “Ribs Dance” si ispira a uno dei piatti più iconici di Roadhouse, molto apprezzato dai ragazzi. La coreografia mima gesti che rimandano alla tavola, mentre la musica punta a invogliare gli utenti a scatenarsi nel ballo grazie al ritmo incalzante.

I risultati sono o decisamente interessanti: in due settimane il profilo ha raggiunto 2.000 follower e 240 sono le sfide che i ragazzi hanno raccolto condividendo la loro coregrafia.
Molto interessante il dato sull’hashtag #RibsDance che ha raggiunto 1.000.000 di visualizzazioni.

Cremonini, con circa 18.500 dipendenti nel mondo, e un fatturato complessivo 2018 di 4,18 miliardi di Euro, di cui circa il 35% realizzato all’estero, è uno dei più importanti gruppi alimentari in Europa ed opera in tre aree di business: produzione, distribuzione e ristorazione. Il Gruppo è leader in Italia nella produzione di carni bovine e prodotti trasformati a base di carne (Inalca, Montana, Manzotin, Italia Alimentari, Fiorani, Ibis) e nella commercializzazione e distribuzione al foodservice di prodotti alimentari (MARR). È leader in Italia nei buffet delle stazioni ferroviarie, vanta una presenza rilevante nei principali scali aeroportuali italiani e nella ristorazione autostradale ed è il principale operatore in Europa nella gestione delle attività di ristorazione a bordo treno (Chef Express). È infine presente nella ristorazione commerciale con i ristoranti a marchio Roadhouse Restaurant e Calavera Fresh Mex.

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Protocollo di intesa tra l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto e l’Ordine degli Psicologi del Lazio /protocollo-di-intesa-tra-lassociazione-italiana-ambasciatori-del-gusto-e-lordine-degli-psicologi-del-lazio/ /protocollo-di-intesa-tra-lassociazione-italiana-ambasciatori-del-gusto-e-lordine-degli-psicologi-del-lazio/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:30:46 +0000 /?p=48324 L’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Ordine degli Psicologi del Lazio per porre l’attenzione sulla salute degli operatori del mondo della ristorazione e dell’accoglienza. Con questo accordo l’Associazione per la prima volta nel nostro paese dedica attenzione ai livelli di stress che vivono titolari e dipendenti di questo settore, fiore […]

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L’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Ordine degli Psicologi del Lazio per porre l’attenzione sulla salute degli operatori del mondo della ristorazione e dell’accoglienza.
Con questo accordo l’Associazione per la prima volta nel nostro paese dedica attenzione ai livelli di stress che vivono titolari e dipendenti di questo settore, fiore all’occhiello del Bel Paese.

In Italia, infatti, non era ancora stato affrontato con approccio scientifico il tema dello stress da lavoro nel settore della ristorazione, mentre all’estero sono già diversi i Paesi che stanno esaminando tale fenomenologia.
Il Gruppo di lavoro costituito dagli psicologi aderenti all’Ordine e dagli Ambasciatori del Gusto di tutta Italia, realizzerà uno studio attraverso un apposito percorso di ricerca, analizzando i fattori che contribuiscono a creare stress all’interno dei diversi ambienti di lavoro del comparto e i conseguenti esiti, con l’obiettivo, nel medio-lungo termine, di fotografare le condizioni psichiche di lavoro alle quali moltissimi professionisti sono sottoposti.
Tale ricerca permetterà la stesura di un innovativo documento, a disposizione della collettività perché possa diventare uno strumento d’informazione e di prevenzione per la categoria, includendo in essa tutte le mansioni rappresentate dagli Ambasciatori del Gusto in tutta Italia: cuochi, ristoratori, pizzaioli, panettieri, sommelier, pasticceri, gelatai e personale di sala. Un tassello fondamentale per lo sviluppo e il miglioramento di uno dei settori trainanti del Made in Italy.

“Lo stress da lavoro è una patologia riconosciuta e un segnale d’allarme quanto mai attuale anche nel mondo della ristorazione di cui noi Ambasciatori siamo da sempre portavoce. Avviare questa inedita collaborazione con l’Ordine degli Psicologi è motivo di soddisfazione e orgoglio. Il nostro impegno è quello di poter restituire a tutta la categoria un panel di informazioni utili nella gestione quotidiana del lavoro, singolo e di brigata e uno strumento concreto anche per le nuove generazioni, sempre più esposte a questo tipo di pressioni” ha commentato Cristina Bowerman, Presidente dell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto.

Nicola Piccinini, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio ha dichiarato: “Presentiamo questo Protocollo di intesa con particolare soddisfazione, non solo perché impegnerà i professionisti dell’Ordine in un ambito stimolante e poco battuto come quello dell’accoglienza e della ristorazione, ma soprattutto perché tale impegno si concretizzerà in un “Documento di buone prassi” immediatamente spendibile e scientificamente fondato, tarato sulle specifiche esigenze del comparto. Il team di ricerca punterà a promuovere una cultura del Benessere psicologico che, muovendo dal dettato normativo(D.Lgs. 81/08), sappia cogliere le specificità e le esigenze delle piccole imprese dell’accoglienza e della ristorazione che, per le loro caratteristiche intrinseche, richiedono un approccio dedicato e innovativo”.

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Nasce Brands4Sustainability: allenza tra marchi attenti al futuro del pianeta /nasce-brands4sustainability-allenza-tra-marchi-attenti-al-futuro-del-pianeta/ /nasce-brands4sustainability-allenza-tra-marchi-attenti-al-futuro-del-pianeta/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:30:45 +0000 /?p=48371 Presentata in occasione della Conferenza sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite (COP25) a Madrid, l’iniziativa “Brands4Sustainability” punta a riunire i marchi più attivamente impegnati in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU (SDGs). A fare da capofila i gruppi CNH Industrial, Cremonini, Lavazza, Wega Macchine per Caffè e Unes Supermercati. L’iniziativa è stata sostenuta nella fase di […]

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Presentata in occasione della Conferenza sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite (COP25) a Madrid, l’iniziativa “Brands4Sustainability” punta a riunire i marchi più attivamente impegnati in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU (SDGs). A fare da capofila i gruppi CNH Industrial, Cremonini, Lavazza, Wega Macchine per Caffè e Unes Supermercati. L’iniziativa è stata sostenuta nella fase di progettazione dalla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi.

Un’alleanza tra aziende che anche attraverso i propri marchi pongono la sostenibilità e la responsabilità sociale al centro delle proprie strategie. Per dimostrare la concretezza dell’impegno, ogni impresa aderente contribuirà attivamente così da costituire un primo fondo comune per sostenere i progetti che saranno individuati nel 2020.

La presentazione di “Brands4Sustainability” a Madrid rappresenta solo il primo passo di una collaborazione che dovrà crescere nel tempo, attraverso progetti concreti e la partecipazione di nuove aziende. È chiaro, infatti, l’invito lanciato a primarie realtà produttive, commerciali e del mondo dei servizi affinché aderiscano a questo progetto, accrescendo la forza di questa alleanza per il futuro, nel pieno spirito del Goal 17 (Partnership per gli obiettivi) dell’Agenda 2030.

Le aziende coinvolte

CNH Industrial:
CNH Industrial è leader globale nel settore dei capital goods ed opera sui mercati internazionali, con attività di progettazione, produzione, distribuzione, commerciali e finanziarie.​​​​​​ Attraverso 12 marchi produce veicoli per l’agricoltura e l’industria tra cui trattori, mietitrebbie, camion, autobus, così come sistemi di propulsione e trasmissione per camion e veicoli commerciali stradali e off-road, nonché motori per applicazioni marine e macchine da lavoro.​

Gruppo Cremonini:
Gruppo Cremonini, con oltre 18.500 dipendenti, e un fatturato complessivo 2018 di 4,184 miliardi di Euro, di cui il 35% realizzato all’estero, è uno dei più importanti gruppi alimentari in Europa ed opera in tre aree di business: produzione, distribuzione e ristorazione.  Il fatturato deriva per il 47% dalle attività di produzione (carni bovine, salumi e snack), per il 38% dal settore della distribuzione e il rimanente 15% dalle attività di ristorazione. Cremonini è la prima società privata in Europa nella produzione di carni bovine e prodotti trasformati a base di carne (Inalca, Montana, Manzotin e Ibis) ed è il numero uno in Italia nella commercializzazione e distribuzione al foodservice di prodotti alimentari (MARR). Detiene la leadership in Italia nei buffet delle stazioni ferroviarie e vanta una presenza rilevante nei principali scali aeroportuali italiani e nella ristorazione autostradale (Chef Express). In Europa è uno dei maggiori operatori nel settore della ristorazione a bordo treno. Nella ristorazione commerciale è presente in Italia con i ristoranti a marchio Roadhouse.

Lavazza:
Lavazza, fondata a Torino nel 1895, è un’azienda italiana produttrice di caffè di proprietà dell’omonima famiglia da quattro generazioni. Fra i principali torrefattori mondiali, il Gruppo è oggi presente in oltre 140 Paesi attraverso consociate e distributori, con il 64% dei ricavi realizzato all’estero. Lavazza impiega complessivamente oltre 4 mila persone, con un fatturato di 1,87 miliardi di euro nel 2018. Lavazza – già tra le prime 100 marche al mondo per reputazione secondo il Reputation Institute – è la nona azienda a livello globale per la Corporate Responsibility nella classifica 2019 Global CR RepTrak, posizionandosi prima nel settore Food & Beverage, oltre che tra le imprese italiane. Lavazza ha creato, proprio alle sue origini, il concetto di miscela, ovvero l’arte di combinare diverse tipologie e origini geografiche del caffè, caratteristica che ancora oggi contraddistingue la maggior parte dei suoi prodotti. L’azienda conta inoltre 30 anni di tradizione nel settore della produzione e della commercializzazione di sistemi e prodotti per il caffè porzionato, imponendosi come prima realtà italiana a lavorare sui sistemi a capsula espresso. Lavazza è presente in tutti i business: a casa, fuori casa e in ufficio, puntando sempre alla costante innovazione.
Fanno parte del Gruppo Lavazza le aziende francesi Carte Noire ed ESP (acquisite rispettivamente nel 2016 e nel 2017), la danese Merrild (2015), la canadese Kicking Horse Coffee (2017), l’italiana Nims (2017) e il business dell’australiana Blue Pod Coffee Co. (2018). Alla fine del 2018, a seguito di acquisizione, è stata creata la Business Unit Lavazza Professional, che comprende i sistemi Flavia e Klix, attivi nel settore dell’Office Coffee Service (OCS) e del Vending.

Wega macchine per caffè:
Wega macchine per caffè è stata fondata nel 1985 con lo scopo di produrre e vendere le migliori macchine per espresso professionali e prodotti accessori. Ad oggi è presente in 140 paesi nel mondo grazie ai distributori e a quattro sedi affiliate presenti negli Stati Uniti, in Francia, in Spagna e a Hong Kong. Il cuore produttivo, con i suoi 20.000 metri quadrati, è la più grande singola fabbrica di macchine per espresso al mondo. Tra i valori aziendali, tecnologia e sostenibilità ambientale si posizionano al primo posto, implementati ogni giorno grazie a un sistema di produzione lean, a un impianto di illuminazione intelligente, a tecniche di riciclo avanzate, al riuso dell’acqua usata in fase di collaudo, a un reparto R&D dotato delle più recenti innovazioni e a molto altro. Wega è partner dello Chef stellato Carlo Cracco, del famoso biker Alvaro Dal Farra, di INEI e di SCA per la promozione della cultura dell’espresso.

Unes supermercati:
Unes, nata a Milano nel 1967 da un gruppo di piccoli imprenditori, è stata acquisita dal Gruppo Finiper nel 2002. Oggi è presente in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna con oltre 190 punti vendita tra diretti e franchising. Sul mercato italiano opera con diverse insegne alle quali corrispondono formule commerciali differenti: U! Come tu mi vuoi – Supermercati all’insegna del servizio e dei prodotti freschi, con offerte promozionali quindicinali. U2 Supermercato – che, grazie alla formula commerciale “Every day low price”, coniuga la qualità dei supermercati Unes con una linea prezzi conveniente (nessuna promozione, nessuna tessera fedeltà, niente volantini, attenzione all’ambiente). il Viaggiator Goloso, il luogo del cibo felice, evoluzione del marchio da brand di prodotto a insegna, che pone una particolare attenzione ai reparti del fresco. In tutte le insegne sono presenti le linee di prodotti a marchio privato: il Viaggiator Goloso, EcoU! e U! Confronta e Risparmia. La società, che conta su un organico di circa 2.900 dipendenti, ha chiuso l’esercizio 2018 con un fatturato totale di 1 miliardo e 7 milioni di euro lordi

 

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Talisker: il single malt nei pack natalizi /talisker-il-single-malt-nei-pack-natalizi/ /talisker-il-single-malt-nei-pack-natalizi/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:30:28 +0000 /?p=48338 Talisker presenta Talisker 10YR Gift Pack e Talisker Skye Gift Pack, due tra le referenze whisky single malt più famose e amate in una speciale confezione regalo per il Natale 2019. Nel pack è inclusa la fiaschetta (hip flask in inglese) di Talisker, il whisky “Made By the Sea”. La distilleria Talisker è stata fondata […]

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Talisker presenta Talisker 10YR Gift Pack e Talisker Skye Gift Pack, due tra le referenze whisky single malt più famose e amate in una speciale confezione regalo per il Natale 2019. Nel pack è inclusa la fiaschetta (hip flask in inglese) di Talisker, il whisky “Made By the Sea”.
La distilleria Talisker è stata fondata nel 1830 dai fratelli Hugh and Kenneth MacAskill, che partirono dall’Isola di Eigg in un durissimo viaggio per mare verso l’inospitale Isola di Skye e le sue coste ventose, fondando una delle distillerie più sperdute di tutta la Scozia. Oggi, dopo quasi 200 anni di storia, Talisker non ha perso il suo “Wild Spirit”, lo spirito avventuroso che spinse i fratelli MacAskill a sfidare l’Atlantico per creare un whisky unico.

Talisker 10YR Gift Pack e Talisker Skye Gift Pack vogliono offrire a tutti gli appassionati due whisky single malt eccellenti assieme alla fiaschetta per apprezzare al meglio il “Wild Spirit” di Talisker durante le feste natalizie, sia davanti al camino che immersi nei paesaggi più suggestivi.

Talisker 10YR Gift Pack (bottiglia 70cl + hip flask)

Talisker 10 year old è un vero classico, apprezzato per il suo finale vellutato e affumicato. La doppia distillazione è all’origine di un carattere ricco e intenso, che racchiude tutte le caratteristiche marine di un whisky costiero. Al naso offre la salinità dell’acqua di mare, con un aroma torbato intenso e inconfondibile, che regala un retrogusto caldo e pepato. Talisker 10 year old figura tra i Single Malt Scotch Whisky più premiati a livello internazionale e di recente ha ricevuto il premio Double Gold e “Best in Category” in occasione dell’edizione 2018 dei San Francisco World Spirits Awards.

Talisker Skye Gift Pack (bottiglia 70cl + hip flask)

Talisker Skye rende omaggio all’imponenza del paesaggio e della costa dell’Isola di Skye. Nasce da una combinazione di botti selezionate a mano di rovere americano tostato e di secondo passaggio, che accentuano le note dolci e agrumate di Talisker. Il risultato è un’espressione di pura qualità Talisker che si apre con avvolgenti note fumè che evolvono in intensi sapori marini per culminare in un finale deciso e speziato.

 

Diageo
Diageo è un leader globale nel settore delle bevande alcoliche, con una eccezionale collezione di marchi, tra cui Johnnie Walker, Crown Royal, J&B, whisky Buchanan’s e Windsor, vodka Smirnoff e Cîroc, Captain Morgan, Baileys, Don Julio, Tanqueray e Guinness. Diageo è quotata alla Borsa di Londra (DGE) e alla Borsa di New York (DEO) e i suoi prodotti sono venduti in oltre 180 Paesi in tutto il mondo.

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La stagione invernale nella cucina di Il Cantinone /la-stagione-invernale-nella-cucina-di-il-cantinone/ /la-stagione-invernale-nella-cucina-di-il-cantinone/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:30:28 +0000 /?p=48360 Da inizio dicembre Stefano Masanti e la moglie Raffaella hanno aperto le porte del ristorante Il Cantinone di Madesimo (SO) e hanno dato il via alla stagione invernale che si protrarrà fino ad aprile. Mesi intensi, durante i quali l’Executive chef, coadiuvato dal suo braccio destro Stefano Ciabarri, chef di cucina, racconterà attraverso l’eleganza e la ricerca presenti nei piatti la sua filosofia culinaria. […]

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Da inizio dicembre Stefano Masanti e la moglie Raffaella hanno aperto le porte del ristorante Il Cantinone di Madesimo (SO) e hanno dato il via alla stagione invernale che si protrarrà fino ad aprile. Mesi intensi, durante i quali l’Executive chef, coadiuvato dal suo braccio destro Stefano Ciabarri, chef di cucina, racconterà attraverso l’eleganza e la ricerca presenti nei piatti la sua filosofia culinaria.

Primo tra tutti affiora il concetto di sostenibilità, declinato negli ingredienti di stagione e che hanno possibilmente un forte legame con il territorio circostante: dalla selvaggina procacciata da papà Franco, sindaco e cacciatore, ai piatti di pesce di acqua dolce, il tutto in un sincretismo particolarmente ben riuscito. Non manca di certo la brisaola, definita dal Gambero Rosso come la migliore artigianale d’Italia, prodotta nella vicina MA! Officina Gastronomica (un laboratorio nato da un’idea di Stefano e Raffaella e sviluppata poi con Stefano Ciabarri) con ingredienti di qualità e senza l’aggiunta di conservanti, seguendo i ritmi del tempo e della natura. Allo stesso modo qui vengono prodotti sia salumi con il maiale nero delle Alpi che il Violino di capra della Valchiavenna, presidio Slowfood.

La cucina di Stefano Masanti parte dunque sempre dalla sua Madesimo e Valchiavenna e non si pone troppi confini: i prodotti, meticolosamente studiati e selezionati, vengono rielaborati interpretati in chiave globale, prendendo ispirazione dalle varie arti culinarie conosciute e sperimentate durante i numerosi viaggi. Ne scaturisce una cucina dal gusto italiano, ma contaminato da sapori e tecniche internazionali, fondata sulla tradizione, ma senza l’esclusione radicale di influenze oltreconfine che sanno conciliarsi perfettamente con il gusto raffinato di una cucina garbata e a tratti unica.

La stagione 2019/2020 è una tappa importante per Il Cantinone che festeggia i suoi 45 anni di attività, gli ultimi 30 dei quali sotto la guida di Stefano Masanti. Per l’occasione lo chef, insieme con il suo team giovane ed energico, ha creato un menu interamente dedicato a questo considerevole traguardo, caratterizzato da portate iconiche degli ultimi anni e che è possibile degustare dal lunedì al venerdì. Il fil rouge che lega i piatti è lo stesso che si ritrova nei classici menu degustazione da 5 e 7 portate e nella proposta bistrot: tradizione del territorio e rielaborazione originale della stessa, il tutto mentre si è avvolti da quell’inconfondibile stile alpino caldo ed elegante.

Una storia a conduzione familiare

È il 1975 quando Mario Masanti, nonno paterno di Stefano, apre il ristorante il Cantinone nelle vesti di un wine bar. Nel locale vengono infatti serviti vini del territorio e salumi di produzione propria, a cui ogni tanto si affiancano piatti più sostanziosi, come i pizzoccheri e i brasati. Nel tempo la famiglia Masanti trasforma Il Cantinone in un ristorante e pizzeria e ne affida la gestione al nonno materno Ezio Rigamonti. Il percorso di perfezionamento inizia nel 1989, quando la gestione passa nelle mani di Stefano, che nel 1998 decide, con la futura moglie Raffaella, di eliminare la pizzeria per dedicarsi esclusivamente al ristorante, conferendogli un taglio creativo e territoriale, tanto che nel 2005 il Cantinone offre allo chef l’idea e l’occasione di creare, insieme con altri tre colleghi, ‘SlowCooking’, un’organizzazione che si impegna a salvaguardare la cucina e la cultura della Valtellina e della Valchiavenna, cercando di recuperare i produttori e i prodotti tradizionali della zona, preservando biodiversità e cultura locale. Il 2008 è un anno importante poiché il Cantinone riceve la stella Michelin. Nel 2014, invece, ottiene il premio di “ristorante dell’anno per la valorizzazione del territorio”, assegnato dal Gambero Rosso.

Un’esperienza gustativa unica lunga cinque mesi

Una delle particolarità del Cantinone è quella di rimanere aperto esclusivamente durante la stagione invernale (da dicembre ad aprile). Questa scelta, però, non è casuale. Dal 2013, infatti, nei restanti sette mesi in cui il ristorante è chiuso, Stefano Masanti e la moglie Raffaella si trasferiscono oltreoceano, e più precisamente a St Helena, un centinaio di chilometri a nord di San Francisco presso la cantina V.Sattui in Napa Valley. Qui Stefano è executive event chef e responsabile della pasticceria e Raffaella si occupa della gestione di tutti gli eventi e della formazione del personale dedicato all’accoglienza.

La sostenibilità è prendersi cura

Presso Il Cantinone, la sostenibilità è di casa e permea ogni aspetto del ristorante. Stefano Masanti dà vita ai propri menu partendo esclusivamente da ingredienti di stagione e con un forte legame con il territorio circostante. Di ogni materia prima si cerca di utilizzare tutte le parti, riducendo al minimo gli sprechi, i quali, se presenti, vengono posti in una macchina di ultima generazione, che produce compost in pochi giorni. Questo viene poi utilizzato per l’auto-produzione di verdure o regalato ai contadini.
La tecnologia non è da meno: al Cantinone vengono utilizzati macchinari ed elettrodomestici che richiedono il minor quantitativo possibile di acqua ed energia, tanto che negli ultimi anni il consumo di acqua è stato ridotto del 60% e l’energia proviene al 100% da fonti rinnovabili, diminuendo il suo consumo in cucina del 70% rispetto all’assetto precedente.

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Pac, normative, prospettiva e ambiente al centro del convegno UIV nelle Marche /pac-normative-prospettiva-e-ambiente-al-centro-del-convegno-uiv-nelle-marche/ /pac-normative-prospettiva-e-ambiente-al-centro-del-convegno-uiv-nelle-marche/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:30:24 +0000 /?p=48285 “La riforma della PAC e il futuro del vino italiano: aggiornamento normativo e prospettive”: questo il titolo del convegno che si è tenuto martedì 10 dicembre 2019, presso l’associazione dei produttori dei vini piceni Vinea Marche ad Offida (AP), organizzato da Unione Italiana Vini in collaborazione con Vinea e Sistemi (partner dell’evento). Al tavolo dei […]

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La riforma della PAC e il futuro del vino italiano: aggiornamento normativo e prospettive”: questo il titolo del convegno che si è tenuto martedì 10 dicembre 2019, presso l’associazione dei produttori dei vini piceni Vinea Marche ad Offida (AP), organizzato da Unione Italiana Vini in collaborazione con Vinea e Sistemi (partner dell’evento). Al tavolo dei relatori, introdotti dal padrone di casa e presidente VINEA Marche Ido Perozzi, si sono seduti Nicola Tinelli, Responsabile dell’Ufficio Politico di Unione Italiana Vini, Anna Casini, Vicepresidente della Giunta e Assessore all’Agricoltura della Regione Marche, Massimo Marietta, Responsabile Sviluppo Enologia della Sistemi Spa e Silvio Salvi, Responsabile Ufficio d’Area di Ancona dell’ICQRF.

Da sempre vicino alle istanze dei territori e loro portavoce, Unione Italiana Vini, con l’obiettivo di fornire competenze e strumenti innovativi alle aziende per rispondere in maniera efficace alle problematiche tecnico/normative che si trovano ad affrontare quotidianamente e alla complessità dell’internazionalizzazione e della sostenibilità ambientale, continua il proprio tour tra le principali aree vitivinicole del Paese e lo fa mettendo sul tavolo un tema caldo per il settore: la PAC (Politica Agricola Comune, ndr), con particolare riferimento alle misure settoriali per il vino. L’obiettivo del dibattito infatti era proprio quello di “formare e indirizzare le aziende vinicole sugli aggiornamenti legislativi ed economici della nuova PAC, illustrando al meglio le tematiche salienti in questo periodo di transizione”, ha introdotto il presidente Ido Perozzi aprendo i lavori del convegno.

Innanzitutto è bene ricordare che il destino della PAC è strettamente legato a quello del budget dell’Unione Europea 2021- 2027 che, secondo la proposta della Commissione, permetterebbe all’Italia di avere a disposizione 36.3 miliardi di euro a prezzi correnti (41 miliardi per la PAC 2014-2020) e diventerebbe il quarto Paese beneficiario dei fondi PAC 2021-2027. Ma, visto che la riforma non sarà attuata entro l’1 gennaio 2021, il 31 ottobre scorso la Commissione europea ha adottato la proposta di regolamento relativo alla disciplina finanziaria e alla flessibilità tra pilastri per garantire la continuità finanziaria e il 25 novembre nel comitato speciale per l’agricoltura (SCA), gli esperti degli Stati membri hanno approvato la proposta di regolamento (misure transitorie) della Commissione. Per quanto riguarda, invece, i piani nazionali di sostegno per il vino le risorse sono garantite fino al 15 ottobre 2023, anche se le regole restano le stesse ma il plafond è stato ridotto di 13 milioni di euro l’anno.

Per quanto riguarda, invece, le misure straordinarie PNS sui dazi Usa, la scorsa settimana DG Agri ha presentato tre proposte di Regolamento, due atti di esecuzione e un atto delegato per prolungare la durata del sostegno per le misure di promozione oltre il periodo massimo di cinque anni, ma senza superare l’attuale periodo di programmazione (ovvero il 15 ottobre 2023), autorizzare a cambiare il mercato di destinazione anche se questo cambiamento non è in linea con l’obiettivo iniziale dell’operazione promozionale e, infine, aumentare temporaneamente il contributo massimo dell’Unione alle misure di promozione dall’attuale 50% al 60% delle spese ammissibili.

Tema trasversale al dibattito è stata anche la protezione del clima e la sostenibilità, divenuta ormai una questione centrale. Per l’UE, che è impegnata nel conseguimento degli obiettivi di Agenda 2030, il concetto di sostenibilità prevede il ricorso ad un approccio globale che tenga conto degli aspetti economici, sociali e ambientali in modo che le varie componenti si rafforzino reciprocamente. A tal proposito la nuova Commissione Europea ha annunciato il Green Deal europeo con l’obiettivo di far diventare l’Europa il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. In questo senso, il settore agricolo costituisce uno dei comparti produttivi che, a livello mondiale, si trova maggiormente al centro del dibattito sulla sostenibilità, anche per il grande contributo che può fornire nella tutela delle risorse naturali, per l’attenuazione dei processi di modificazione del clima, per la dimensione sociale che riveste, sia in termini economici, che di salute e benessere della popolazione. Al netto dei nuovi obiettivi legati all’ambiente e all’adattamento al cambiamento climatico, ai quali il vino guarda come sfida e opportunità, Unione Italiana Vini chiede che la futura PAC non rinunci agli strumenti volti al rafforzamento della competitività delle imprese.

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Torre: la novità Colos firmata Alban Le Henry /torre-la-novita-colos-firmata-alban-le-henry/ /torre-la-novita-colos-firmata-alban-le-henry/#respond Fri, 13 Dec 2019 04:30:18 +0000 /?p=48353 Colos, azienda italiana produttrice di arredi contract con una particolare attenzione al mondo dell’ospitalità e della ristorazione, presenta un nuovo arredo idale per ristoranti, bar, bistrot ecc.. firmato Alban Le Henry. Si tratta di TORRE, il duetto sedia/sgabello che prende ispirazione dalle classiche sedute dei bistrot parigini. Caratterizzato dalle dimensioni contenute, che lo rendono perfettamente impilabile […]

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Colos, azienda italiana produttrice di arredi contract con una particolare attenzione al mondo dell’ospitalità e della ristorazione, presenta un nuovo arredo idale per ristoranti, bar, bistrot ecc.. firmato Alban Le Henry.

Si tratta di TORRE, il duetto sedia/sgabello che prende ispirazione dalle classiche sedute dei bistrot parigini. Caratterizzato dalle dimensioni contenute, che lo rendono perfettamente impilabile in linea verticale, così da ottimizzare al meglio gli spazi a disposizione, Torre si rivela un progetto armonioso che mixa geometrie primitive, come il cerchio, a forme più elaborate, quali la serie di curve che formano le strutture di supporto e lo schienale.
Il risultato è una seduta decisamente versatile, realizzata in polipropilene riciclato, personalizzabile con uno speciale cuscino disponibile in tanti colori e adatta sia per l’indoor che per l’outdoor.


Tra le altre novità spiccano Alfiere, sempre disegnato da Alban Le Henry, che è la nuova proposta di tavoli per la ristorazione composta da un basamento in ghisa che garantisce un’ottima stabilità e da uno stelo in tubolare metallico, disponibile in due altezze; Pigreco, lo sgabello ispirato alla lettera greca PI disegnato da Francesco Meda; lo sgabello alto che amplia le gamme già a catalogo delle collezioni Piazza e Villa di Jun Yasumoto; e infine VU, i tavoli di Jeremiah Ferrarese, il cui nome deriva dalla caratteristica conformazione della loro struttura: nella versione con top quadrato o tondo, le quattro gambe vengono disposte a raggiera, permettendo l’utilizzo di piani di dimensioni fino a 130 cm; in quella rettangolare, le gambe sono invece disposte a cavalletto e fissate ad un particolare connettore che sostiene le due travi sulle quali poggia il top, in posizioni che si possono di volta in volta determinare.

COLOS
Azienda italiana produttrice di arredi contract, con una particolare attenzione al mondo dell’ospitalità e della ristorazione, Colos si distingue nel mercato internazionale grazie a qualità, design, sostenibilità, Made In Italy e prezzi altamente competitivi. Dalla collaborazione con giovani designer con un’esperienza pregressa del mondo del progetto, nascono prodotti altamente funzionali ed esteticamente accattivanti, adatti a soddisfare le diverse esigenze del mondo degli spazi collettivi contemporanei
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HorecaTv.it. Intervista a Host 2019 con Debora Screpanti di Blupura srl /horecatv-it-intervista-a-host-2019-con-debora-screpanti-di-blupura/ /horecatv-it-intervista-a-host-2019-con-debora-screpanti-di-blupura/#respond Thu, 12 Dec 2019 04:38:55 +0000 /?p=48240 Dopo aver conquistato ben quattro importanti riconoscimenti agli Aqua Awards, premi promossi dall’associazione di categoria Watercoolers Europe (Best Marketing Campaign, Best environmental practice, Best service person e Best promotion of health and hydration) Blupura – azienda specializzata nella realizzazione di attrezzature per la refrigerazione e depurazione dell’acqua- ha presentato ad Host 2019 un’importante novità. Come […]

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Dopo aver conquistato ben quattro importanti riconoscimenti agli Aqua Awards, premi promossi dall’associazione di categoria Watercoolers Europe (Best Marketing Campaign, Best environmental practice, Best service person e Best promotion of health and hydration) Blupura – azienda specializzata nella realizzazione di attrezzature per la refrigerazione e depurazione dell’acqua- ha presentato ad Host 2019 un’importante novità.
Come ci racconta Debora Screpanti, Responsabile Marketing dell’azienda in questa intervista realizzata da Fabio Russo per HorecaTv.it, Blupura ha portato sotto i riflettori della fiera milanese non un solo prodotto, ma bensì una nuova gamma dedicata al mondo Horeca e OCS.
Si tratta di Bluglass che ad Host si è subito fatta notare aggiudicandosi per il modello Bluglass Plus – dotato di tecnologia IoT – lo Smart Label con Special Mention By Iginio Massari.
La gamma si articola in cinque soluzioni dal design elegante e ricercato realizzate in materiali nobili come l’acciaio inox e il vetro temperato. La varietà dei modelli, tutti altamente performanti, permetteono di poter soddisfare le diverse esigenze di qualsiasi professionista del settore.

Clicca qui e segui l’intervista a Debora Screpanti

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A Sal De Riso il premio migliore pasticcere imprenditore dell’anno /a-sal-de-riso-il-premio-migliore-pasticcere-imprenditore-dellanno/ /a-sal-de-riso-il-premio-migliore-pasticcere-imprenditore-dellanno/#respond Thu, 12 Dec 2019 04:37:31 +0000 /?p=48211 Sal De Riso è stato premiato come Miglior pasticcere imprenditore dell’anno ai Foodcommunity Awards, riconoscimento che premia le eccellenze imprenditoriali nel mondo Food & Beverage e gli chef italiani che si sono distinti per il loro business. Il premio, ritirato da Sal De Riso al Teatro Nuovo di Milano, gli è stato conferito con la […]

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Sal De Riso è stato premiato come Miglior pasticcere imprenditore dell’anno ai Foodcommunity Awards, riconoscimento che premia le eccellenze imprenditoriali nel mondo Food & Beverage e gli chef italiani che si sono distinti per il loro business.

Il premio, ritirato da Sal De Riso al Teatro Nuovo di Milano, gli è stato conferito con la seguente motivazione: “Uomo e imprenditore prima che pasticcere ha creato ricchezza nel territorio valorizzando le eccellenze della Costiera Amalfitana ed esportandole in tutto il mondo”.

Sono stati gli utenti – esprimendo la propria preferenza tramite Instagram – a scegliere il pasticcere campano che per il titolo gareggiava insieme ai più grandi nomi della pasticceria italiana (Ernst Knam, Iginio Massari, Roberto Rinaldi, Andrea e Giacomo Besuschio, Davide Comaschi e Gianluca Fusto).
Un altro riconoscimento per l’Ambasciatore del buono e del bello della Costa d’Amalfi, che aggiunge prestigio e meriti alla sua figura, e che ribadire ancora una volta l’eccellenza del suo operato.

sal de riso

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Chiara Pavan è la Miglior Donna Chef per la Guida Identità Golose 2020 /chiara-pavan-e-la-miglior-donna-chef-per-la-guida-identita-golose-2020/ /chiara-pavan-e-la-miglior-donna-chef-per-la-guida-identita-golose-2020/#respond Thu, 12 Dec 2019 04:36:53 +0000 /?p=48189 È Chiara Pavan la Miglior Donna Chef per la Guida Identità Golose 2020: veronese classe 1985, alla guida del ristorante stellato Venissa sull’isola di Mazzorbo (Venezia), è stata premiata da Acqua Panna e S.Pellegrino. L’importante riconoscimento è stato assegnato durante la presentazione della tredicesima edizione della Guida di cui vi abbiamo parlato in questo articolo. […]

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È Chiara Pavan la Miglior Donna Chef per la Guida Identità Golose 2020: veronese classe 1985, alla guida del ristorante stellato Venissa sull’isola di Mazzorbo (Venezia), è stata premiata da Acqua Panna e S.Pellegrino.

L’importante riconoscimento è stato assegnato durante la presentazione della tredicesima edizione della Guida di cui vi abbiamo parlato in questo articolo.
Una guida, in continuo aggiornamento, dal forte respiro internazionale, che trova un interlocutore ideale in Acqua Panna e S.Pellegrino, main sponsor della Guida, da sempre al fianco del mondo del fine dining internazionale.

Chiara Pavan, insieme a Francesco Brutto, è da tre stagioni chef del Venissa, ristorante della famiglia Bisol incastonato nell’isola di Mazzorbo, nella laguna di Venezia. Entrata in cucina quasi per caso all’età di 20 anni per finanziare gli studi in Filosofia all’Università di Pisa, dopo aver conseguito una laurea e una specializzazione in ambito umanistico si butta a capofitto nel mondo della ristorazione, vera passione. Dopo la formazione e numerosi stage in alcune rinomate insegne, tra cui Da Caino a Montemerano e lo Zum Löwen di Bolzano, incontra Francesco Brutto, che la porta al suo fianco ai fornelli del Venissa. Qui Chiara sviluppa una cucina creativa, di grande identità, fortemente ispirata alla Laguna e alla ricerca sui prodotti locali.

Siamo orgogliosi di attribuire quest’anno il premio Miglior Donna Chef a Chiara, che cura l’orto con le sue mani, tesse incessantemente relazioni coi produttori della Laguna e compone menu di personalità, con trame eleganti e una creatività applicata con misura – ha commentato Camilla Cancellieri, Brand Manager S.Pellegrino-Acqua Panna – Vogliamo ribadire l’impegno di S.Pellegrino e Acqua Panna nella valorizzazione dei giovani talenti premiando una giovane professionista che interpreta con grande carattere e sensibilità un mestiere sfidante, ancor di più quando declinato al femminile. Il premio che consegniamo a Chiara mi permette di ricordare quanto Acqua Panna e S.Pellegrino intendano promuovere e sostenere sempre più l’impegno delle donne in cucina e come questo possa rappresentare un elemento di valore per il futuro”.

Chiara Pavan rappresenta un esempio di giovane e talentuosa chef che propone una cucina originale, contemporanea e di qualità, in cui territorio e tradizione sono protagonisti importanti. Una perfetta ambasciatrice per Acqua Panna e S.Pellegrino, icone della qualità e dell’eccellenza italiana nel mondo e da sempre impegnate a promuovere e valorizzare i giovani talenti della ristorazione.

 
S.Pellegrino, Acqua Panna e Bibite Sanpellegrino sono marchi internazionali di Sanpellegrino S.p.A. che ha sede a Milano, in Italia. Distribuiti in oltre 150 paesi attraverso rami e distributori in tutti i cinque continenti, questi prodotti rappresentano l’eccellenza in virtù delle loro origini e interpretano perfettamente lo stile italiano nel mondo come una sintesi di piacere, salute e benessere. Fondata nel 1899, Sanpellegrino S.p.A. è un’azienda leader nel settore delle bevande in Italia con la sua gamma di acque minerali, aperitivi non alcolici, bevande e tè freddi. Come grande produttore di acque minerali in Italia, si è da sempre impegnata a valorizzare questo bene primario per il pianeta e lavora in modo responsabile e con passione per assicurare che questa risorsa abbia un futuro sicuro.

 

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La Bartales Toso Cocktail Competion 2019 ha un vincitore /la-bartales-toso-cocktail-competion-2019-ha-un-vincitore/ /la-bartales-toso-cocktail-competion-2019-ha-un-vincitore/#respond Thu, 12 Dec 2019 04:35:02 +0000 /?p=48192 Si è svolta presso il Museo Enologico Toso di Cossano Belbo, in provincia di Cuneo, la Bartales Toso Cocktail Competion 2019 in cui 16 bartender si sono sfidati a colpi di shaker creando cocktail originali legati al celebre scrittore e poeta Cesare Pavese, originario della Valle Belbo.  La competizione, organizzata dalle Cantine Toso in collaborazione […]

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Si è svolta presso il Museo Enologico Toso di Cossano Belbo, in provincia di Cuneo, la Bartales Toso Cocktail Competion 2019 in cui 16 bartender si sono sfidati a colpi di shaker creando cocktail originali legati al celebre scrittore e poeta Cesare Pavese, originario della Valle Belbo. 

La competizione, organizzata dalle Cantine Toso in collaborazione con Bartales, ha visto i 16 concorrenti impegnati a sviluppare, con creatività, immaginazione e professionalità, cocktail ispirati dalla vita e dalle opere di Cesare Pavese – della cui produzione letteraria il territorio della Valle Belbo è il cuore pulsante. Protagonista indiscusso è stato il meglio dei prodotti Toso: amaro Toccasana, Vermouth di Torino Superiore Gamondi e Asti Secco DOCG Toso sono stati utilizzati come ingredienti di base per creare ricette piene d’inventiva.

Il vincitore assoluto è stato Sean Merello, bartender genovese che con il suo cocktail “In memory of an american friend” ha conquistato i cuori e i palati di una giuria composta da critici e degustatori d’eccellenza. Il cocktail, valutato in tutti i suoi aspetti – dalla presentazione, al piacere visivo e gustativo, fino all’ecosostenibilità – ha come ingrediente principale il Vermouth di Torino Superiore Gamondi, nella sua versione rossa.

La ricetta di questa raffinata opera di mixology, creata con la tecnica del Mix and Strain prevede:

3 cl Bourbon Whisky

3 cl Gamondi Vermouth di Torino Superiore Rosso

1 cl Liquore alla nocciola

2 dash Chocolate bitter

 

Servito in una Coppa Michelangelo, guarnito da canestrelli alla nocciola e bianco di Monferrato, questo cocktail vincente unisce tradizione, territorialità, innovazione e ispirazioni letterarie in un mix davvero unico.

L’ingrediente principe di questo cocktail è il Vermouth di Torino Superiore Gamondi, che esiste in due versioni: Bianco e Rosso. Questo grande classico è stato riscoperto dai maestri vermuttieri di Casa Toso che hanno seguito l’antica ricetta originale di Carlo Gamondi – fondatore a fine Ottocento dell’omonima casa produttrice di Acqui Terme; una vera eccellenza che, grazie al metodo produttivo di grande complessità, la tecnologia impiegata e il rispetto per la tradizione e il territorio è un fiore all’occhiello della cantina di Cossano Belbo. Il Vermouth Gamondi viene creato rispettando religiosamente ogni passaggio dell’antica ricetta, con attenziona alla stagionalità e ai tempi di raccolta delle erbe aromatizzanti, la differenziazione dei tempi e dei metodi di infusione, l’importanza del periodo di affinamento del prodotto – molto più lungo rispetto a quello di un normale Vermouth. Proprio per tutte queste caratteristiche il Vermouth di Torino Superiore Gamondi è un prodotto armonico e autenticamente piemontese, il cui vino base è, naturalmente, il Moscato d’Asti DOCG. Per quanto riguarda l’infusione dell’assenzio torinese – la principale erba aromatizzante – il compito è affidato, invece, al vino Cortese.

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Nuova apertura a Napoli per Spritzerò /nuova-apertura-a-napoli-per-spritzero/ /nuova-apertura-a-napoli-per-spritzero/#respond Thu, 12 Dec 2019 04:34:44 +0000 /?p=48261 Il format dedicato all’aperitivo all’italiana, Spritzerò sbarca sul Lungomare Caracciolo di Napoli; qui il più antico chalet della città sarà trasformato nel luogo ideale dove gustare un ottimo aperitivo accompagnati da una vista mozzafiato. Dieci tipologie di Spritz, da quelli più noti all’Aperol e al Campari fino all’amatissimo Napoli Spritz, una variante tutta azzurra a […]

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Il format dedicato all’aperitivo all’italiana, Spritzerò sbarca sul Lungomare Caracciolo di Napoli; qui il più antico chalet della città sarà trasformato nel luogo ideale dove gustare un ottimo aperitivo accompagnati da una vista mozzafiato.

Dieci tipologie di Spritz, da quelli più noti all’Aperol e al Campari fino all’amatissimo Napoli Spritz, una variante tutta azzurra a base di frutti tropicali, saranno i protagonisti del nuovo chiosco che verrà inaugurato domenica 15 dicembre alle ore 18.

spritzeròLa nuova sfida dei soci Davide Schiano Lo Moriello e Paolo Del Franco, una vita nel settore del Food & Beverage, renderanno le serate napoletane ancora più ricche grazie alla loro interessante offerta. “L’idea – dice il CEO Davide Schiano – nasce dalla nostra esperienza nel campo e dalla nostra passione per lo Spritz. Un amore sbocciato con la collaborazione del Gruppo Campari, attraverso il marchio Aperol Spritz. Il nostro obiettivo è offrire la possibilità a tutti gli amanti dell’aperitivo, a chiunque voglia provare qualcosa di diverso, un’esperienza alla moda, di tendenza ma decisamente low cost, vicino al mare, gustando l’aperitivo italiano per eccellenza. […] Se siamo sbarcati in questa meravigliosa cornice in riva al mare, lo dobbiamo ai fratelli Luigi e Antonio Mosca, Rosario Giandomenico e Luigi D’Anna a cui abbiamo subito risposto affermativamente quando ci hanno prospettatto la possibilità di propoore il nostro format Spritzerò nel più antico chalet del lungomare Caracciolo. Agli inizi del 2020 saremo molto impegnati con il lancio del format Spritzerò in franchising, con aperture nel Lazio e nel Cilento questa estate.”

E con questa importante apertura Spritzerò lancia anche il progetto Spritz Plastic Free, grazie al quale bicchieri e cannucce utilizzate saranno tutte in PLA, in piena salvaguardia dell’ambiente e nel rispetto dell’ordinanza comunale dettato dal Sindaco Luigi De Magistris.

spritzerò Per il giorno dell’inaugurazione fino alle ore 19 Spritz gratis per tutti i partecipanti

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Nespresso: nel 2019 donati 438 quintali di riso al Banco Alimentare della Lombardia /nespresso-nel-2019-donati-438-quintali-di-riso-al-banco-alimentare-della-lombardia/ /nespresso-nel-2019-donati-438-quintali-di-riso-al-banco-alimentare-della-lombardia/#respond Thu, 12 Dec 2019 04:33:06 +0000 /?p=48257 Il programma Da Chicco a Chicco di Nespresso per la raccolta e il riciclo delle capsule esauste prosegue con successo in Italia, registrando importanti risultati nel 2019. Anche quest’anno l’azienda ha sostenuto l’operato di Banco Alimentare della Lombardia attraverso la donazione di 438 quintali di riso. In Italia, il programma per il recupero delle capsule […]

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Il programma Da Chicco a Chicco di Nespresso per la raccolta e il riciclo delle capsule esauste prosegue con successo in Italia, registrando importanti risultati nel 2019. Anche quest’anno l’azienda ha sostenuto l’operato di Banco Alimentare della Lombardia attraverso la donazione di 438 quintali di riso.

In Italia, il programma per il recupero delle capsule in alluminio è stato avviato nel 2011 da Nespresso, grazie a una convenzione – rinnovata a gennaio 2018 – con CiAl (Consorzio Imballaggi Alluminio), Utilitalia e CIC (Consorzio Italiano Compostatori). Questo progetto, che ha visto degli investimenti da parte dell’azienda pari a circa 6 milioni di euro dal 2011 ad oggi, consente ogni anno di recuperare e destinare a seconda vita le capsule usate, riciclandone i due materiali che le compongono, l’alluminio e il caffè residuo, e rappresentando quindi un chiaro esempio di Economia Circolare.

Dalla sua attivazione, il progetto di raccolta e valorizzazione delle capsule ha permesso di donare 2 milioni 954 mila piatti di riso a Banco Alimentare della Lombardia. Importanti risultati raggiunti anche attraverso il prezioso impegno dei consumatori, che hanno riconsegnato le capsule esauste nei 113 punti di raccolta distribuiti in 68 città in tutto il territorio nazionale.

Una volta recuperate, le capsule vengono avviate al processo di riciclo e valorizzazione dei due materiali di cui sono composte. L’alluminio, che viene riciclato al 100%, viene destinato alle fonderie per avviare il processo di riciclo che lo trasformerà in nuovi oggetti. Il caffè, invece, viene utilizzato come fertilizzante nella risaia di Roncaia, in Provincia di Pavia.
Il riso coltivato viene poi acquistato da Nespresso e donato a Banco Alimentare della Lombardia, che a sua volta lo distribuisce a chi ne ha più bisogno attraverso gli enti caritativi convenzionati, incluse numerose mense dei poveri.

nespresso

“Siamo lieti che la collaborazione tra Banco Alimentare e Nespresso, un modello virtuoso di partnership tra profit e non profit, stia proseguendo e portando ogni anno ottimi risultati, permettendo di dare un aiuto concreto a molte persone in difficoltà” ha dichiarato Anna Clerici, Responsabile Comunicazione e Fundraising Banco Alimentare della Lombardia. “In particolare, il riso rappresenta un alimento particolarmente apprezzato in questo contesto, poiché non crea eccedenze nella filiera agroalimentare ed è quindi di difficile reperibilità per l’Associazione. Inoltre, il riso è privo di glutine e può quindi essere destinato a tutti”.

Marta Schiraldi, Technical and Quality Director di Nespresso Italiana ha aggiunto: “Siamo orgogliosi del ruolo pioneristico che Nespresso ha assunto nel creare e portare avanti questo programma per la gestione sostenibile delle capsule di caffè in alluminio. Attraverso questo progetto di economia circolare, infatti, non solo riusciamo ad apportare beneficio all’ambiente, ma – grazie alla collaborazione con il Banco Alimentare della Lombardia, riusciamo anche ad aiutare il prossimo“.

Il progetto di riciclo in Italia si inserisce all’interno del più ampio The Positive Cup, programma globale di Nespresso che prevede iniziative che hanno come obiettivo quello di garantire la sostenibilità in ogni fase del processo produttivo, a partire dalle origini del caffè. Il progetto, avviato nel 2014 in tutti i Paesi del mondo, fissa obiettivi ambiziosi per il 2020 in termini di approvvigionamento del caffè e di benessere sociale, utilizzo e recupero dell’alluminio e resistenza al cambiamento climatico.

Nestlé Nespresso SA è l’azienda pioniera e di riferimento nel segmento del il caffè porzionato di alta qualità. L’azienda collabora con oltre 100.000 coltivatori in 13 paesi attraverso il suo Programma AAA Sustainable Quality™, con lo scopo di introdurre pratiche sostenibili nelle aziende agricole e nei territori in cui opera. Lanciato nel 2003, in collaborazione con The Rainforest Alliance, il programma contribuisce a migliorare la resa e la qualità dei raccolti, assicurando un approvvigionamento sostenibile di caffè di alta qualità e migliorando le condizioni di vita degli agricoltori e delle loro comunità.
Con sede a Losanna, in Svizzera, Nespresso è presente in 80 Paesi e conta 13.600 dipendenti. Nel 2018 ha gestito una rete di vendita globale composta da circa 800 Boutique. Per ulteriori informazioni, visitare il sito aziendale di Nespresso: www.nestle-nespresso.com.

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A Natale 2019 si brinderà con spumanti italiani /a-natale-2019-si-brindera-con-spumanti-italiani/ /a-natale-2019-si-brindera-con-spumanti-italiani/#respond Thu, 12 Dec 2019 04:32:03 +0000 /?p=48234 Le previsioni UIV-ISMEA evidenziano che gli spumanti italiani saranno protagonisti indiscussi delle festività natalizie: in Italia durante questo periodo verranno stappate oltre 78 milioni di bottiglie (6% in più rispetto allo scorso anno), di cui 74,7 milioni di produzione italiana (+8%) mentre calano gli importi dall’estero  (-25%). In media, ogni italiano consumerà quasi tre bottiglie di […]

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Le previsioni UIV-ISMEA evidenziano che gli spumanti italiani saranno protagonisti indiscussi delle festività natalizie: in Italia durante questo periodo verranno stappate oltre 78 milioni di bottiglie (6% in più rispetto allo scorso anno), di cui 74,7 milioni di produzione italiana (+8%) mentre calano gli importi dall’estero  (-25%).
In media, ogni italiano consumerà quasi tre bottiglie di bollicine (2,7 per la precisione), considerando solo i consumatori abituali di vino che in Italia sono circa 29 milioni di individui. All’estero, invece, le bollicine italiane supereranno i 190 milioni di bottiglie stappate con un aumento del 6% rispetto al Natale 2018.

“I nostri vini spumanti avranno un posto d’onore sulle tavole degli italiani durante le prossime festività natalizie – commenta Paolo Castelletti, segretario generale di Unione Italiana Vini. I dati sui consumi interni (+ 5,9% rispetto al 2018) ci dimostrano che i nostri prodotti hanno sempre più appeal, tradotto in scelte d’acquisto più orientate sul made in Italy piuttosto che sugli spumanti esteri. Una fiducia che fa bene economicamente all’Italia, ma che rappresenta anche una crescita culturale molto positiva per guardare al futuro del comparto con ottimismo. Molto soddisfacenti anche i risultati registrati dalle esportazioni (+6% rispetto allo scorso anno) a conferma di come il vino spumante italiano riesca a riscuotere grande apprezzamento anche all’estero, e non solo durante il periodo natalizio, ma anche durante tutto il resto dell’anno. Il vino italiano nel suo complesso sta per chiudere un anno positivo, pur sapendo che dovrà lavorare sodo per continuare a crescere ed aumentare la propria penetrazione nei mercati extra europei. Non a caso, internazionalizzazione e sostenibilità saranno i temi caldi su cui si concentrerà il comparto del vino italiano nel 2020”.

spumanti italiani

Andando nel dettaglio, per fine anno sono previste in crescita le vendite di tutte le principali denominazioni a, sia quelle a metodo classico, come Trento, Oltrepò Pavese e Franciacorta (+8% cumulato), che quelle a metodo italiano, come Asti e Prosecco (+7%) o provenienti da areali “minori”, che in questi ultimi anni hanno visto un aumento significativo delle produzioni di bollicine, dall’Abruzzo alla Sicilia, passando per Toscana e Centro Italia.
Sul versante export, stando agli andamenti cumulati da inizio anno, il dato di chiusura 2019 indica ancora una crescita (+6%), con gli Stati Uniti a fare da traino per tutta la spumantistica nazionale. Qualche segnale di rallentamento in UK, limitato agli spumanti non Prosecco, mentre l’export verso il mercato tedesco dovrebbe chiudere l’anno in leggera contrazione. Buone notizie dal mercato russo e soprattutto da quello francese, divenuto quarta piazza a valore, con fortissima crescita delle bollicine targate Prosecco.

 

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Cavit premiata come Miglior Cantina d’Europa 2019 /cavit-premiata-come-miglior-cantina-deuropa-2019/ /cavit-premiata-come-miglior-cantina-deuropa-2019/#respond Thu, 12 Dec 2019 04:31:50 +0000 /?p=48215 In occasione del XVII Congresso europeo delle Confraternite enogastronomiche (CEUCO), si è svolta, nella città portoghese di Albufeira, la cerimonia di premiazione che ha assegnato a Cavit l’oro in qualità di ‘Miglior Cantina d’Europa 2019’. Il premio Aurum, prestigioso riconoscimento che celebra le migliori tradizioni ed eccellenze del settore nell’ambito di una manifestazione di richiamo […]

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In occasione del XVII Congresso europeo delle Confraternite enogastronomiche (CEUCO), si è svolta, nella città portoghese di Albufeira, la cerimonia di premiazione che ha assegnato a Cavit l’oro in qualità di ‘Miglior Cantina d’Europa 2019’.

Il premio Aurum, prestigioso riconoscimento che celebra le migliori tradizioni ed eccellenze del settore nell’ambito di una manifestazione di richiamo internazionale, rende merito all’impegno di Cavit e al know-how unico del team agronomico ed enologico.
Punto di riferimento della tradizione vitivinicola trentina, Cavit è un esempio unico in Italia delle più avanzate tecniche di viticoltura e di ricerca enologica d’avanguardia impiegate per garantire l’elevata qualità dei vini prodotti nel pieno rispetto del territorio.

Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Belgio, Ungheria, Italia e Macao, città cinese rimasta territorio portoghese fino al 1999: sono questi alcuni dei Paesi da cui provengono i circa 600 rappresentanti delle Confraternite partecipanti, custodi della memoria delle tradizioni culinarie e delle migliori tipicità vinicole.

cavitNome di punta del comparto vitivinicolo italiano, Cavit è una realtà esemplare di consorzio di secondo grado.
Situata nel cuore del Trentino, a Ravina di Trento, Cavit riunisce dieci cantine sociali, collegate ad oltre 4.500 viticoltori distribuiti su tutto il territorio, dalle quali riceve e seleziona le materie prime prodotte, controllando ogni fase – dalla raccolta, fino alla commercializzazione. Con una produzione che rappresenta oltre il 60% di tutto il vino del Trentino, Cavit è un esempio unico in Italia di know-how delle più avanzate tecniche di viticoltura e di ricerca enologica d’avanguardia.
Cavit firma un’ampia gamma di vini e spumanti ai quali assicura uno sviluppo commerciale e promozionale nei canali della grande distribuzione e del settore horeca in tutto il mondo. Con un fatturato di oltre 191 milioni di euro, Cavit si posiziona tra i principali protagonisti del settore in Italia ed eccelle sui mercati internazionali con una quota export che sfiora l’80% dell’intera produzione. Negli Stati Uniti, in particolare, Cavit è il marchio di vino italiano più diffuso.
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Il Consorzio tutela Aceto Balsamico di Modena risponde a Armando De Nigris /il-consorzio-tutela-aceto-balsamico-di-modena-risponde-a-armando-de-nigris/ /il-consorzio-tutela-aceto-balsamico-di-modena-risponde-a-armando-de-nigris/#respond Thu, 12 Dec 2019 04:30:46 +0000 /?p=48246 Riceviamo e pubblichiamo una nota ricevuta dal Consorzio tutela Aceto Balsamico di Modena relativa alle dichiarazioni di Armando De Nigris, presidente del Gruppo De Nigris 1889 riportate sul nostro portale ieri 11 dicembre nella news leggibile cliccando qui. Per dovere di cronaca pubblichiamo in forma integrale la comunicazione ricevuta dalla redazione e proveniente dall’Ufficio Stampa del […]

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Riceviamo e pubblichiamo una nota ricevuta dal Consorzio tutela Aceto Balsamico di Modena relativa alle dichiarazioni di Armando De Nigris, presidente del Gruppo De Nigris 1889 riportate sul nostro portale ieri 11 dicembre nella news leggibile cliccando qui.
Per dovere di cronaca pubblichiamo in forma integrale la comunicazione ricevuta dalla redazione e proveniente dall’Ufficio Stampa del suddetto Consorzio

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AIFBM Awards: UNAHOTELS Capotaormina riceve il riconoscimento “Best F&B Manager 2019” /aifbm-awards-unahotels-capotaormina-riceve-il-riconoscimento-best-fb-manager-2019/ /aifbm-awards-unahotels-capotaormina-riceve-il-riconoscimento-best-fb-manager-2019/#respond Thu, 12 Dec 2019 04:30:41 +0000 /?p=48183 Si sono svolti nell’ambito dell’ottava edizione dell’Hospitality Meeting AIFBM gli AIFBM Awards 2019 che hanno premiato UNAHOTELS Capotaormina nella categoria “Best F&B Manager 2019”. Il premio è frutto dell’impegno e della dedizione nella ristorazione percepiti dagli ospiti durante l’esperienza di soggiorno. L’ambito riconoscimento è stato conferito – nello specifico – a Francesco Mameli, direttore dell’hotel e […]

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Si sono svolti nell’ambito dell’ottava edizione dell’Hospitality Meeting AIFBM gli AIFBM Awards 2019 che hanno premiato UNAHOTELS Capotaormina nella categoria “Best F&B Manager 2019”. Il premio è frutto dell’impegno e della dedizione nella ristorazione percepiti dagli ospiti durante l’esperienza di soggiorno.

L’ambito riconoscimento è stato conferito – nello specifico – a Francesco Mameli, direttore dell’hotel e referente per i servizi Food & Beverage, su indicazione di Review Pro; la piattaforma ha stilato una “Top Five” di professionisti in base ai dati sulle performance di ristoranti e bar di un campione di hotel 4, 5 e 5 stelle Lusso operanti nei vari ambiti del comparto.

Le menzioni positive e i punteggi complessivi espressi dai clienti sui servizi prestati dalla struttura hanno decretato la vittoria dell’hotel siciliano di Gruppo UNA, gioiello di ospitalità italiana e della collezione UNAHOTELS.

UNAHOTELS Capotaormina, sul noto promontorio di Taormina, offre un panorama unico sul Mediterraneo grazie alla sua posizione privilegiata tra Isola Bella e la costa che scorre verso Giardini Naxos, con l’Etna che troneggia maestoso. In questa natura vibrante, è possibile collezionare esperienze enogastronomiche di altissimo livello: dall’aperitivo al tramonto sull’ampia terrazza del bar Svevo, dove ammirare lo spettacolo del sole che si tuffa nel mare, alle eccellenti proposte del territorio offerte dal ristorante “Naxos”, a strapiombo sul golfo, e dal ristorante “La Scogliera”, posizionato su ampie terrazze a bordo mare.

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Identità Golose 2020: Surgital premia Arianna Gatti /identita-golose-2020-surgital-premia-arianna-gatti/ /identita-golose-2020-surgital-premia-arianna-gatti/#respond Thu, 12 Dec 2019 04:30:37 +0000 /?p=48219 Arianna Gatti del ristorante Miramonti l’Altro di Concesio, in provincia di Brescia, è stata premiata da Surgital come miglior sous chef. Il riconoscimento è stato consegnato dalle mani della Brand Manager aziendale Cristina Mollame durante la presentazione ufficiale della Guida Identità Golose ai Ristoranti d’Autore 2020, ospitata all’Excelsior Hotel Gallia di Milano. Un premio assegnato […]

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Arianna Gatti del ristorante Miramonti l’Altro di Concesio, in provincia di Brescia, è stata premiata da Surgital come miglior sous chef. Il riconoscimento è stato consegnato dalle mani della Brand Manager aziendale Cristina Mollame durante la presentazione ufficiale della Guida Identità Golose ai Ristoranti d’Autore 2020, ospitata all’Excelsior Hotel Gallia di Milano.

Un premio assegnato ancor più volentieri, perché meritato da una chef giovane e talentuosa, che certamente saprà far parlare di sé negli anni a venire. Arianna Gatti è il braccio destro di uno degli chef più blasonati del panorama internazionale, Philippe Léveillé: a soli 26 anni è responsabile di una squadra di una decina di persone, quasi interamente femminile, impegnate nella cucina del ristorante stellato. Un mestiere faticoso e di grande sacrificio, che però sta portando grandi soddisfazioni e che Surgital non poteva che condividere.

L’azienda ha partecipato per il secondo anno in qualità di sponsor, con la prospettiva di rafforzare ulteriormente il legame con questa iniziativa, oggi da annoverare tra gli eventi più significativi nel settore della cucina di qualità, nonché importante occasione di confronto con i protagonisti della ristorazione italiana.

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Tutti i vincitori dei Foodcommunity Awards 2019 /tutti-i-vincitori-dei-foodcommunity-awards-2019/ /tutti-i-vincitori-dei-foodcommunity-awards-2019/#respond Thu, 12 Dec 2019 04:30:36 +0000 /?p=48223 Giunti alla terza edizione, i Foodcommunity Awards, organizzati dal portale foodcommunity.it, hanno premiato anche quest’anno le eccellenze imprenditoriali del food&beverage e della ristorazione che si sono contraddistinte per la crescita del proprio business.  I Foodcommunity Awards hanno visto salire sul palco 38 personalità tra chef e imprenditori meritevoli non solo di aver creato un’impresa di […]

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Giunti alla terza edizione, i Foodcommunity Awards, organizzati dal portale foodcommunity.it, hanno premiato anche quest’anno le eccellenze imprenditoriali del food&beverage e della ristorazione che si sono contraddistinte per la crescita del proprio business. 
I Foodcommunity Awards hanno visto salire sul palco 38 personalità tra chef e imprenditori meritevoli non solo di aver creato un’impresa di successo, ma anche di aver saputo creare valore per il territorio. 
La giuria per quest’edizione 2019 ha voluto allargare il proprio orizzonte dando maggior spazio a startup, agli studi di architettura – il cui lavoro è decisivo per la creazione di un locale di successo – e a quanti hanno puntato sull’internazionalizzazione.

Di seguito l’elenco completo dei premiati con le motivazioni espresse dalla giuria.

Chef dell’Anno: Antonino Cannavacciuolo
Lo chef campano, che ha appena celebrato 20 anni a Villa Crespi, tra cucina e tv è uno dei massimi rappresentati della cucina italiana.

Foodcommuniy AwardsChef Imprenditore dell’Anno: Enrico Bartolini
È ormai il re delle stelle, ne ha in tutto otto. Con sei ristoranti e decine di consulenze è riuscito a ingegnerizzare i processi della ristorazione e fare business.

Premio Cucina e Management: Alessandro Negrini e Fabio Pisani
Insieme hanno dimostrato una grande capacità di gestione delle diverse insegne gastronomiche del gruppo.

Best Practice Evoluzione della Ristorazione: Moreno Cedroni
Lo chef marchigiano, uno dei più alti rappresentanti dell’innovazione, è protagonista dell’evoluzione dell’offerta nella cucina italiana.

Premio alla Formazione e Cultura Gastronomica: Franco Aliberti
Ha fatto della sostenibilità, circolarità e dell’utilizzo di materie prime meno nobili la sua filosofia insegnando a cucinare senza sprechi.

Miglior Strategia di Marketing: Davide Oldani
Ha saputo valorizzare al meglio la propria immagine associandola a prodotti gastronomici, iconici e di design che ha contribuito a progettare e realizzare.

Foodcommuniy AwardsBest Practice Management Internazionale: Giancarlo Perbellini
Verona, Milano, ma anche Manama e Hong Kong. Lo chef scaligero ha dato conferma della sua vocazione imprenditoriale sia in Italia che all’estero.

Chef Ristorazione in Hotel dell’Anno: Antonio Guida – Seta – Mandarin Oriental, Milan
Ha saputo conquistare i palati milanesi più esigenti e ha contribuito a rendere il ristorante gourmet meta gastronomica di clienti internazionali.

Premio all’Innovazione: Luigi Taglienti
Ha evoluto la cucina diversificandola senza perdere identità. A ogni percorso corrisponde una storia dove l’ingrediente è protagonista.

Premio all’Internazionalizzazione: Fratelli Cerea
Hanno aperto la prima insegna della famiglia fuori dai confini europei, a Shanghai, che è già diventata un riferimento per la metropoli.

Pasticcere Imprenditore dell’Anno: Sal De Riso
Uomo e imprenditore prima che pasticcere ha creato ricchezza per il territorio valorizzando le eccellenze della Costiera Amalfitana ed esportandole in tutto il mondo.

Best Practice Consulenze: Filippo La Mantia
Ha da poco avviato nuove consulenze, dal Caffè San Giorgio, a Venezia, all’ultimo nato, il Caffè Fernanda, all’interno della Pinacoteca di Brera puntando sulla cucina siciliana.

Foodcommuniy AwardsPremio Cucina Sostenibile: Cesare Battisti
La sua filosofia si basa sul culto della materia prima, selezionata in collaborazione con contadini, allevatori, artigiani e pescatori partecipando attivamente alla promozione delle eccellenze del territorio.

Best Practice Sinergie Imprenditoriali: Viviana Varese
Un 2019 importante per la chef che ha una nuova partner d’affari, Ritu Dalmia, e un nuova insegna, Viva, che da settembre ha sostituito Alice Ristorante.


Premio per la Diversificazione: Andrea Berton
Considera la diversificazione una componente imprescindibile per chi investe nella ristorazione e grazie alla sua offerta ha moltiplicato il suo pubblico avvicinandolo alla qualità del cibo.

Chef Under 35 dell’Anno: Davide Caranchini
Lo chef-artigiano, così si definisce, in soli due anni dall’apertura del ristorante, di cui è proprietario, è riuscito a conquistare una clientela nazionale e internazionale al pari dei colleghi più “navigati”.

Foodcommuniy Awards

Best Practice Sfida Imprenditoriale: Alfio Ghezzi
Ha intrapreso una nuova avventura da solista in cui è protagonista della ristorazione del Mart, a Rovereto. Un progetto che riguarda tutti i pasti della giornata, dalla colazione alla cena.

Chef Rising Star dell’Anno: Marco Ambrosino
Per lui la cucina è un gesto sociale e un atto politico che lo ha portato a fondare il manifesto collettivo mediterraneo. L’obiettivo è sensibilizzare il settore della ristorazione verso un radicale cambio di rotta.

Best Practice Sviluppo Internazionale: Famiglia Iaccarino
Don Alfonso cresce oltreconfine portando la cucina italiana nel mondo, dal Canada alla Nuova Zelanda.

Premio Valorizzazione del Territorio: Ristorante Dattilo
Nel ristorante di famiglia, attraverso le materie prime racconta la Calabria e il patrimonio enogastronomico della regione.

Foodcommuniy AwardsNuova Insegna dell’Anno: 142 Restaurant
Il locale, pensato e realizzato da Sandra Ciciriello, con tre giovani chef under 30 in cucina, ha ravvivato la scena milanese, dalla prima colazione alla cena.

Best Practice Cultura del Vino: Milano Wine Week
Ha portato un nuovo approccio nel settore vitivinicolo attraverso un momento di incontro tra produttori, manager, consulenti, della nuova generazione.

Best Practice Business del Territorio: Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba
Incontro tra cultura, territorio e gastronomia – connubio tra pubblico e privato – è un esempio di promozione sostenibile che genere una crescita costante dell’indotto della regione.

Studio Architettura dell’Anno: Vudafieri – Saverino Partrners
Si è distinto come interprete progettuale per il mondo della ristorazione di alcuni locali milanesi di maggior tendenza.

Best Practice Restaurant Design: Andrea Langhi Design
Ogni anno progetta decine di locali pubblici, soprattutto format di ristorazione, in Italia e nel Mondo.

Best Practice Valorizzazione del Brand: Antonello Colonna
L’oste romano ha traghettato Open, ormai un brand non solo della ristorazione, a Milano con un’insegna gastronomica nel distretto finanziario-legale a due passi dal Duomo

Foodcommuniy AwardsBest Practice Business della Pizza: Franco Pepe
Con il progetto Pepe in grani, l’artigiano moderno della pizza ha valorizzato Caiazzo recuperando attività in crisi e rilanciando le produzioni artigianali del territorio.

Best Practice Cucina e Management: Beck & Maltese Consulting
La forza della società di Teresa Maltese e Heinz Beck sé racchiusa nei tre modelli di business: la consulenza, il management contract e la partnership, come per Attimi by Heinz Beck.

Premio “Le Tavole della Legge”: Terrazza Fiorella
Insegna della Costiera Sorrentina è una terrazza a picco sul mare che offre un percorso gastronomico dalla forte identità diverso dallo spartito locale.

Startup dell’Anno: Deliveristo
Ha ideato un canale privilegiato che inverte il processo di vendita e in cui il ristoratore va alla ricerca del produttore

Miglior Concept di Ristorazione : Miscusi
A poco più di due anni dalla nascita, serve oltre 70mila persone al mese e ha investito in una farm per la produzione e l’innovazione di pasta. Con 9 ristoranti e quasi 300 dipendenti gli utili crescono a doppia cifra.

Miglior Format Pizza: Pizzium
La pizza napoletana ha fatto lievitare il fatturato del format che ha investito sulle materie prime e il welfare aziendale.

Miglior Progetto Food & Beverage: Pescaria
Il format ittico pugliese è in continua crescita e, dopo la doppietta milanese, è sbarcato anche a Torino.

Best Practice Valorizzazione DOP: Muu Muuzzarella
Il format, basato su un modello di business scalabile e replicabile, declina la Mozzarella di bufala campana Dop in tutte le composizioni gastronomiche, dall’antipasto al dolce.

Miglior Format Emergente: Bowls and More
Un progetto di food retail tutto italiano che ha da poco compiuto un anno e ha già all’attivo quattro locali. Non solo cibo ma anche lifestyle.

Miglior Format da Esportazione: Fratelli La Bufala
Da 15 anni ambasciatore della cucina napoletana nel mondo, dopo il rebranding ha conquistato le capitali europee con nuovi flagship store LAB. Londra, Berlino e Dubai le nuove aperture all’estero.

Best Practice Finanza per la Crescita: Cioccolatitaliani
Il format ha aperto i capitali a un fondo internazionale con l’obiettivo di sviluppare il business in Italia e all’estero.

Best Practice Food Experience: Peck
Il tempio dell’alta gastronomia di via Spadari ha deciso di uscire dal centro città e mettere in contatto la Milano storica e aristocratica con quella verticale dei business man.

Photo credit: FB Foodcommunity.it

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Deliveroo: Poke solidale in sostegno di UNICEF Next Generation /deliveroo-poke-solidale-in-sostegno-di-unicef-next-generation/ /deliveroo-poke-solidale-in-sostegno-di-unicef-next-generation/#respond Thu, 12 Dec 2019 04:30:28 +0000 /?p=48253 Deliveroo, piattaforma leader dell’online food delivery e il brand Pokinho – il Poke sostenibile by Temakinho e disponibile in esclusiva su Deliveroo, hanno reso la cucina esotica non solo salutare ma anche solidale. Fino al 22 dicembre, infatti, per ogni ordine effettuato attraverso l’App e contenente Poke, 1€ sarà devoluto a UNICEF Next Generation. Il […]

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Deliveroo, piattaforma leader dell’online food delivery e il brand Pokinho – il Poke sostenibile by Temakinho e disponibile in esclusiva su Deliveroo, hanno reso la cucina esotica non solo salutare ma anche solidale.
Fino al 22 dicembre, infatti, per ogni ordine effettuato attraverso l’App e contenente Poke, 1€ sarà devoluto a UNICEF Next Generation.
Il ricavato sarà destinato allo sviluppo degli Innovation Labs, iniziativa che – all’interno del programma “Generation of Innovation Leaders” – ha l’obiettivo di garantire a centinaia di adolescenti vulnerabili un percorso di apprendimento, alternativo e innovativo, che permetta loro una maggiore integrazione sociale e l’avviamento al lavoro.

“Siamo orgogliosi di sostenere la missione di UNICEF Next Generation” ha detto Matteo Sarzana, General Manager di Deliveroo Italia e ambassador del progetto. “Deliveroo è una realtà profondamente innovativa, che fa leva su competenze digitali e tecnologiche. Per noi dunque è naturale sostenere l’impegno di UNICEF Italia Next Generation, una community di giovani manager e imprenditori per la raccolta fondi e la definizione di progetti attraverso cui bambini e adolescenti possano costruirsi un futuro, per sé e per i propri Paesi”.

“Temakinho è un’azienda innovativa e giovane, che ha saputo rivoluzionare il mondo della cucina attraverso un approccio tecnologico. Crediamo in uno sviluppo etico e sostenibile, e sin dal primo giorno ci siamo impegnati per promuovere la formazione di tutto il nostro personale. Valori che ritroviamo nella missione di UNICEF Next Generation e che, per queste ragioni, abbiamo deciso di supportare” racconta Francesco Marconi, CEO del Gruppo Temakinho.

Attraverso corsi, incontri e eventi proposti dai Labs, il progetto dà la possibilità ai giovani coinvolti di sviluppare capacità digitali e imprenditoriali, scoprire talenti e attitudini ed entrare in contatto con persone e coetanei con cui si condividono idee e progetti. La missione di UNICEF Next Generation infatti è proprio la creazione di una community capace di garantire a tutti diritti inviolabili tra cui il diritto all’istruzione e alla formazione.

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Mionetto festeggia il Natale con “Rive di Collalto” /mionetto-festeggia-il-natale-con-rive-di-collalto/ /mionetto-festeggia-il-natale-con-rive-di-collalto/#respond Thu, 12 Dec 2019 04:30:04 +0000 /?p=48193 Per questo Natale Mionetto propone un brindisi davvero speciale con “Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Rive di Collalto Millesimato Demi-Sec”, uno spumante raffinato che fa parte di Luxury Collection, l’innovativa linea di eccellenza dedicata esclusivamente al canale Ho.Re.Ca. “Rive di Collalto” rappresenta la pura espressione dello stile enologico unico della Cantina e della sua ultracentenaria tradizione. […]

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Per questo Natale Mionetto propone un brindisi davvero speciale con “Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Rive di Collalto Millesimato Demi-Sec”, uno spumante raffinato che fa parte di Luxury Collection, l’innovativa linea di eccellenza dedicata esclusivamente al canale Ho.Re.Ca.

Rive di Collalto” rappresenta la pura espressione dello stile enologico unico della Cantina e della sua ultracentenaria tradizione. Un vino sapientemente ottenuto da uve Glera raccolte rigorosamente a mano, nelle “Rive” della frazione di Collalto – Susegana (Treviso), vigneti adagiati nell’area del Prosecco Superiore DOCG. Dal caratteristico colore giallo paglierino brillante, si caratterizza per la sua spuma fitta e un perlage fine e persistente. Le note dolci che richiamano la frutta matura e il miele, impreziosite da sentori di salvia e note speziate, si bilanciano con una fresca e garbata acidità.  

La sua gradazione zuccherina lo rende ideale per accompagnare i dessert, diventando così un alleato perfetto per gustare al meglio i dolci tradizionali natalizi come il Panettone o il torrone.

 

Mionetto S.p.A.
Mionetto nasce nel 1887 dall’amore e dalla passione per la terra e per il lavoro in cantina del mastro vinificatore Francesco Mionetto, capostipite della famiglia. Immersa nelle colline di Valdobbiadene, culla del Prosecco, Mionetto ha saputo in 132 anni di storia farsi interprete del territorio d’origine e divenire una delle aziende produttrici di vini e Prosecco più rappresentative nel panorama internazionale. Dai primi anni della sua fondazione, la Cantina si è caratterizzata sia per l’impronta moderna e innovativa, sia per la capacità di anticipare le tendenze mantenendo lo stretto legame con la cultura del territorio natio, che ancora oggi la contraddistingue nel mondo delle bollicine e ne fa sinonimo di Prosecco. La totale acquisizione della cantina nel 2008 da parte del Gruppo Henkell-Freixenet, il primo produttore mondiale di bollicine, ha portato grandi opportunità di crescita, sia in termini di mercato, sia da un punto di vista interno, organizzativo e gestionale. Alla guida di Mionetto SpA un Management Board composto da Alessio Del Savio (Consigliere Delegato, Direttore Tecnico ed Enologo), Paolo Bogoni (Chief Marketing Officer), Robert Ebner (Chief Sales Officer) e Marco Tomasin (Chief Financial Officer).
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Offerta di lavoro – Capo Partita – Rasun Anterselva (BO) /offerta-di-lavoro-capo-partita-rasun-anterselva-bo/ /offerta-di-lavoro-capo-partita-rasun-anterselva-bo/#respond Thu, 12 Dec 2019 04:30:00 +0000 /?p=48267 Offerta di lavoro pubblicata da LavoroTurismo Per hotel in Sud Tirolo siamo alla ricerca di uno Chef de Partie con esperienza. Requisiti: – Esperienza di almeno 3 anni nella posizione di Chef de Partie in hotel di alta qualità – Conoscenza fluente della lingua inglese – Portfolio dei propri piatti a disposizione – Referenze di […]

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Offerta di lavoro pubblicata da LavoroTurismo

Per hotel in Sud Tirolo siamo alla ricerca di uno Chef de Partie con esperienza.
Requisiti:
– Esperienza di almeno 3 anni nella posizione di Chef de Partie in hotel di alta qualità
– Conoscenza fluente della lingua inglese
– Portfolio dei propri piatti a disposizione
– Referenze di ex datori di lavoro a disposizione
– Disponibilità immediata (prima di Natale)
Benefici:
– Contratto stagionale
– Stipendio di 1.800 netti
– Vitto e alloggio inclusi
– 13esima e 14esima pagati separatamente dal mensile
– 9 ore al giorno, 6 giorni a settimana
– Nessun costo di agenzia
Se pensi di avere le caratteristiche desiderate, invia il tuo curriculum e almeno una lettera di referenza all’indirizzo indicato nell’annuncio.
NB: I candidati senza la conoscenza dell’inglese non saranno considerati

 

Leggi l’annuncio dettagliato e candidati per la posizione cliccando qui

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Terrammare: un angolo di gourmet siciliano a Milano /terrammare-un-angolo-di-gourmet-siciliano-a-milano/ /terrammare-un-angolo-di-gourmet-siciliano-a-milano/#respond Wed, 11 Dec 2019 04:39:40 +0000 /?p=48042 Terrammare, un connubio tra quell’entroterra che ogni siciliano ama, quella casa a cui aspira sempre a tornare quando è lontano, e il sole e la salinità del mare, per un racconto che fa toccare con mano secoli di culture e tradizioni. Il nuovo ristorante al 100% siciliano che esplora la cucina di Modica e Scicli […]

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Terrammare, un connubio tra quell’entroterra che ogni siciliano ama, quella casa a cui aspira sempre a tornare quando è lontano, e il sole e la salinità del mare, per un racconto che fa toccare con mano secoli di culture e tradizioni.

Il nuovo ristorante al 100% siciliano che esplora la cucina di Modica e Scicli dello chef Peppe Barone e Stefania Lattuca, dopo le esperienza ventennale di Fattoria delle Torri a Modica, di Ammare a Scicli e di 5 anni itineranti nelle sedi italiane di Eataly, approda a Milano in via Giuseppe Sacchi all’8, in piena Brera.

Dopo le numerose esperienze per l’Italia ho voluto portare a Milano una cucina siciliana contemporanea, al passo con i cambiamenti, fatta di tanto pesce azurro, nel rispetto della biosostenibilità del Mediterraneo, creando un’ideale unione tra terra e mare” racconta lo chef Peppe Barone.

Chef Peppe Barone

Un’ isola nell’isola, l’emozione di essere in cima allo stivale, con le radici ancora ancorate alla nostra terra e al nostro mare per raccontare un’identità fatta di memoria, gioco, esperienza, ambizione, percezione del bello e del buono, di una magia che unisce amore e passione” dichiara Stefania Lattuca, co- proprietaria e restaurant manager di Terrammare. Siciliane anche le maestranze e i materiali che hanno costruito il locale, la brigata della cucina e il personale di sala, per un grande tripudio della Trinacria.

Stefania Lattuca

La cucina

Un progetto di cucina creativa e mediterranea, che è partito 25anni fa come riscatto sentimentale e sociale per le donne modicane in cucina e ha trovato terreno fertile nel ristorante Fattoria delle Torri a Modica, a cui si aggiungono gli insegnamenti di Luigi Veronelli, mio mentore ormai 35 anni fa” racconta lo chef Peppe Barone. Tra i primi chef della “Sicilia Contemporanea” che non scimmiottava la cucina francese e che si differenziava dai canoni rigidi di quella tradizionale popolana. “La materia prima deve raccontare di sé, ho quindi strutturato insieme a Stefania Lattuca un menu che racconti dei tesori della nostra terra con una cucina che sia tangibile, facile, di gola, di emozioni”.

Ritengo che il cuoco deva fare da mediatore tra l’ospite e l’agricoltore condividendo il suo saper cercare e il suo know how culinario: sta nascendo negli ultimi 5 anni un movimento di nuova ripresa agricola siciliana dove i giovani hanno iniziato a tornare a casa per coltivare i prodotti locali, autentici; questi sono quelli che vorrei portare sulla tavola di Milano” dichiara Barone.

La carta dei vini tocca gran parte del panorama enologico siciliano. Un occhio attento verso i piccoli produttori emergenti e realtà biodinamiche tra le eccellenze di fama internazionale. Immancabile una selezione di bollicine tra spumanti e champagne e uno spazio dedicato alle altre regioni d’Italia e ai vini esteri” racconta Stefania Lattuca.

Il menu

Tra i piatti più iconici dello chef Peppe Barone la pasta con le sarde che ha rivisitato in chiave moderna; il “risotto milanese portato al mare” simbolo della sintesi tra la cucina siciliana e quella meneghina ovvero carnaroli riserva, zafferano, gamberi bianchi di nassa, limone interdonato e polvere di capperi; il cosciotto di coniglio glassato alla stimpirata, ovvero in agrodolce tipico della caponata; la “milanese secondo noi” che vuole essere una provocazione al classico milanese e il biancomangiare.

Il design del locale

L’idea è stata quella di ricreare un ambiente dove l’accoglienza fosse sovrana, come nella migliore cultura siciliana, ma che uscisse dal linguaggio canonico della ristorazione, raccontando l’esperienza della Trinacria” raccontano Viviana Pitrolo e Danilo De Maio di Dark2, architetti non a caso sciclitani. “Abbiamo utilizzando delle cementine di recupero da antiche residenze siciliane, simbolo della nostra tradizione da utilizzare in un linguaggio moderno, per realizzare una sorta di tappeto che si abbina a un moderno pavimento di microcemento che imita l’effetto tattile del velluto. Dall’entrata si incontrano una serie di cerchi perfetti simili a un cannocchiale che indirizzano alla sala principale dall’effetto materico e dai colori scuri, a cui abbiamo aggiunto tavoli di legno di frassino ulivato a interi pezzi singoli, per creare quel rapporto diretto con la natura tipico della cultura siciliana”.

Boiserie e carta da parati sono sempre un’interpretazione della tradizione con un tocco moderno: i tipici ricami siciliani vengono ricreati con una maglia di microcemento ad effetto 3d, con effetto anticato nei bagni. La tavola è apparecchiata in modo da esaltare l’effetto materico degli elementi in particolare il legno, il ferro, il verde acqua, che riprendono idealmente i colori del mediterraneo e la terra e il mare che danno nome al locale. Un tocco barocco non poteva mancare in singoli elementi come l’enorme candelabro dei saloni antichi ripensato in chiave moderna o i paralumi in vetro diverse una dall’altra, a richiamo dei bicchieri. Appena si entra si approda con lo sguardo alla cucina a vista, nucleo centrale e creativo del ristorante.

Le maestranze e i materiali usati per Terrammare sono siciliani al 100%: dalle sedie dal design moderno scelte in quattro tonalità in contrasto per creare quella nota fuori riga che dà una nota frizzante e pop all’ambiente, alle ceramiche di Cerruto di Modica che arricchiscono il ristorante; dai piatti fatti a mano da Alessandro De Rosa di Thalass all’artigiano Roberto Savarino per il legno fino al menu realizzato da Pietro Bonomo della tipografia storica Molithus di Modica.

Orari:
Tutti i giorni
dalle 12.30 alle 15

dalle 19.30 alle 22.30

Contatti:

Via Giuseppe Sacchi 8
cap, Milano (MI)

Tel.+39 3488074828
mail info@terrammare.rest

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Le ultime novità dal mondo Nio Cocktails /le-ultime-novita-dal-mondo-nio-cocktails/ /le-ultime-novita-dal-mondo-nio-cocktails/#respond Wed, 11 Dec 2019 04:38:02 +0000 /?p=48172 NIO Cocktails, startup italiana fondata a fine 2017 da Luca Quagliano e Alessandro Palmarin, specializzata nella produzione artigianale di cocktail monodose perfettamente miscelati in un iconico pack di design, ha di recente aperto a Milano -a due passi da Corso Magenta- il suo spazio monomarca dedicato ai cultori del bere bene non convenzionale, ai curiosi […]

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NIO Cocktails, startup italiana fondata a fine 2017 da Luca Quagliano e Alessandro Palmarin, specializzata nella produzione artigianale di cocktail monodose perfettamente miscelati in un iconico pack di design, ha di recente aperto a Milano -a due passi da Corso Magenta- il suo spazio monomarca dedicato ai cultori del bere bene non convenzionale, ai curiosi e chi è in cerca del regalo “perfetto”.

I due giovani imprenditori hanno deciso di spostare la propria base in centro città per essere sempre più vicino ai propri consumatori ed offrire loro uno spazio fisico nel quale potere toccare con mano l’innovazione e fare i propri acquisti natalizi. Attualmente studiato come Temporary Store, sarà pronto a diventare fisso ed esperienziale dagli inizi del prossimo anno quando NIO occuperà l’intera superficie e potrà sviluppare il proprio format retail già testato nei precedenti spazi di Via Tortona.

Nel frattempo in ambito digitale NIO Cocktails è sbarcata con il suo e-shop nel Regno Unito per conquistarlo con la sua “disruptive” drink list ordinabile su www.niococktails.co.uk. NIO, acronimo di Needs Ice Only, sarà la novità made in Italy che stupirà i britannici: per bere bene basterà loro agitare la confezione, strapparne un angolo e versare aggiungendo solo il ghiaccio.

L’intera cocktail list è firmata dal noto mixologist Patrick Pistolesi con un catalogo che ad oggi vanta 14 eleganti proposte ed alcune intriganti collezioni presentate in cofanetti. La start up si appresta a chiudere il 2019 con un fatturato di un milione euro e punta ad accelerare il trend di crescita proprio grazie all’apertura dello store di Milano e all’ingresso nel Regno Unito, unitamente ad importanti accordi conclusi nel mondo professional & travel (NIO è presente, ad esempio, nel cocktail catering della business class di AirItaly).
nio cocktailsCosì commentano orgogliosi Luca Quagliano e Alessandro Palmarin, fondatori di NIO Cocktails: “Avere coraggio (a volte quasi follia) e osare guardando sempre avanti: questi sono i nostri ingredienti. Dal 2018 ad oggi abbiamo deciso di investire costantemente per accrescere la nostra brand reputation: una produzione artigianale curata in ogni dettaglio, la scelta di materie prime sempre più premium e partner affidabili, un team giovane, ma altamente qualificato, e soprattutto il continuo sviluppo delle idee, disegnando giorno per giorno la nostra strada e spostando i confini imprenditoriali. Il rebranding che ha dato un’immagine ancora più premium al nostro prodotto, l’apertura del flaghsip store in centro a Milano che permette ai nostri clienti di vivere appieno la NIO experience e il recentissimo lancio dell’ e-commerce UK sono solo alcuni esempi concreti di come questa bellissima startup sia in continua evoluzione.”

La visione di NIO Cocktails per il futuro? Rivoluzionare le abitudini di consumo degli alcolici, essere riconosciuto come il brand che offre la migliore esperienza di degustazione di drink, 100% Mixed in Italy, senza l’aggiunta di alcun conservante, additivo o agente chimico.
Ma non c’è futuro senza innovazione green, per questo anche in ambito packaging sono state introdotte novità per rendere il pack più eco sostenibile: l’utilizzo di uno speciale film di origine vegetale sostituisce la normale plastica alimentare fino ad oggi utilizzata per conservare i drink, mentre la carta utilizzata per l’involucro esterno ha certificazione FSC (proveniente da foreste gestite responsabilmente). Un nuovo impegno di NIO Cocktails a favore del consumatore e dell’ambiente.

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Identità Golose 2020: tutti i premiati e la guida /e-online-la-guida-identita-golose-2020/ /e-online-la-guida-identita-golose-2020/#respond Wed, 11 Dec 2019 04:37:59 +0000 /?p=48077 La Guida Identità Golose ai ristoranti d’Italia, Europa e Mondo 2020 è online: la tredicesima edizione, disponibile gratuitamente, conta quest’anno 1111 insegne di cui 317 internazionali. Ma è il Bel Paese a farla da padrone con 794 ristoranti che rappresentano l’evoluzione dell’offerta gastronomica italiana, dove conta tanto la cucina, ma sono altrettanto importanti qualità del […]

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La Guida Identità Golose ai ristoranti d’Italia, Europa e Mondo 2020 è online: la tredicesima edizione, disponibile gratuitamente, conta quest’anno 1111 insegne di cui 317 internazionali. Ma è il Bel Paese a farla da padrone con 794 ristoranti che rappresentano l’evoluzione dell’offerta gastronomica italiana, dove conta tanto la cucina, ma sono altrettanto importanti qualità del servizio, innovazione e capacità di offrire un’esperienza a tutto tondo al cliente.

Sono 246 le novità segnalate, di cui 157 in Italia e 89 all’estero; 99 le pizzerie recensite in tutto il mondo; spazio ai giovani, presenza sempre più rilevante: 75 sono le insegne guidate da chef under 30, mentre 481 sono i locali guidati da chef under 40, quasi il 50% del totale. Una panoramica che abbraccia 52 Paesi in tutto il mondo (tra cui sette importanti new entry: Canada, Emirati Arabi, Laos, Libano, Lituania, Montecarlo, Romania), frutto di un lavoro incessante da parte dei 100 collaboratori della guida coordinati da Gabriele Zanatta, che nell’ultimo anno hanno viaggiato e testato a lungo per garantire una panoramica amplissima.
guida identità goloseI premi alle giovani stelle – assegnati a chef e professionisti del mondo della ristorazione under 40 – quest’anno sono stati assegnati a Chiara Pavan (la migliore chef), Diego Rossi (il miglior chef), Christian Puglisi (il miglior chef internazionale), Antonio Ziantoni (Sorpresa dell’anno), Carmine Di Donna (il miglior chef pasticciere), Arianna Gatti (il miglior sous chef), Luca Pezzetta (il miglior chef pizzaiolo), Roberta Cozzetto (la migliore sommelier), Alberto Santini (il miglior sommelier), Vincenzo e Antonio Lebano, Stefano Carnelli e Paolo Porfidio (Servizio e Accoglienza, premio al debutto, assegnato alla realtà in cui cucina e sala hanno medesimo peso nel successo di un’attività), Nicola Loiodice (il miglior maître), Giorgia Cannarella (miglior food writer), Enzo, Rosellina, Stefano e Mattia Manias (la giovane famiglia), Franco Franciosi e Francesco D’Alessandro (Birra in Cucina), Giuseppe Iannotti (Sperimentazione in cucina, nuovo premio che riconosce la cucina basata sulla ricerca), Chang Liu (Contaminazioni, un nuovo riconoscimento che premia l’incontro tra culture in cucine).

Prestigiose le voci narranti del capitolo Storie di Gola che raccolgono una selezione di indirizzi da non perdere. Sotto i riflettori sono i territori di confine: una scelta che ha un forte valore simbolico, l’impegno a riflettere sulla cucina come strumento per abbattere i muri e costruire realtà basate sull’incontro e la contaminazione di culture. Racconti e indirizzi sono firmati quest’anno da Mauro Colagreco, tra Italia e Francia (Mentone/Ventimiglia); Christian Puglisi, tra Danimarca e Svezia, (Copenaghen /Malmö); Josko Gravner racconta il Collio tra Italia e Slovenia (Collio friulano e Collio Sloveno); Paolo Lopriore, tra Italia e Svizzera (Como e Canton Ticino), Paulo Airaudo, tra Spagna e Francia (San Sebastian e Biarritz); Beniamin Chalupinski e Adria Marina raccontano il confine tra Messico e Stati Uniti (Tijuana/San Diego); Tokyo Cervigni, tra Stati Uniti e Canada (Seattle/Vancouver); Fabiana Magrì racconta la convivenza di culture e religioni in una città complessa quale è Gerusalemme.guida identità golose

Per consultare la guida clicca qui

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